SABATO 04/09/2010 IX EDIZIONE AREZZO-LA VERNA

agosto 23rd, 2010

Sarà organizzata anche quest’anno la ormai classica traversata Arezzo- La Verna giunta alla IX edizione

ITINERARIO : Archi – Antria – Ulieri – Campriano – Chiaveretto – Molin del Buco – Cardeto-Maestà di Agnano- Le Tre Fonti- Fonte del Baregno- Sasso della Regina- Eremo della Casella- Chiusi della Verna- Santuario

PARTENZA

Archi 06:00

Arrivo previsto Chiaveretto  09:00 (colazione)

Arrivo previsto Fonte del Baregno 13 :00(pranzo al sacco)

Arrivo previsto La Verna 18:00

Il ritorno sarà effettuato a proprie spese tramite servizio pubblico autobus LFI e treno.

RIENTRO AD AREZZO:  h 20.30 circa

LUNGHEZZA PERCORSO:  38 Km circa

Archi-Chiaveretto: 13 Km

Chiaveretto-La Verna : 25 Km 

DISLIVELLO:  SALITA: 1100 m      DISCESA: 800 m

DIFFICOLTA’:  Percorso escursionistico, molto lungo, richiede allenamento.      

TEMPO DI PERCORRENZA : 12 h, comprese le varie fermate.

Per coloro che pensano che il percorso completo sia troppo lungo, possono aspettare il gruppo al Ponte del Chiaveretto alle h 9.00.

Per coloro che, arrivati alle Fonti del Baregno, si dovessero sentire troppo stanchi per proseguire, possono tornare indietro facendosi venire a prendere con un mezzo.

Iscrizione € 2,00; la gita è aperta anche ai non soci CAI che dovranno versare al momento dell’iscrizione € 7,50 per l’assicurazione.

I partecipanti esonerano gli accompagnatori e la sezione da qualsiasi responsabilità per quanto possa accadere durante lo svolgimento dell’escursione.

Le iscrizioni si ricevono presso la sede CAI, Via Fabio Filzi 28/2  tel 0575 360326

Giorni apertura: mart-gio-ven 18.00-19.30 

DIRETTORI DI GITA: Morelli Silvano 347 1874134      Bocciardi Paolo 338 1643562

11 settembre 2010 GRAN SASSO CORNO PICCOLO mt.2655 Via Normale

agosto 20th, 2010

Descrizione gita: Da piazza Giotto andiamo a prendere l'autostrada direzione sud ed usciamo ad Assergi. Da qui per strada tortuosa arriveremo fino a Campo Imperatore (mt.2130) dove lasceremo l'autobus. Breve sosta per un'ultima sistemata agli zaini e finalmente iniziamo a salire verso la Sella di Monte Aquila (mt.2335). Si prosegue sempre per il sentiero n°3 che, con diversi tornanti, ci porta alla Sella del Brecciaio (mt.2506). Da qui possiamo ammirare tutto il versante aquilano del Gran Sasso; poi brevemente si raggiunge il Passo del Cannone (mt.2650). Inizia adesso un breve tratto in discesa che, con facile disarrampicata ed alcuni tratti di corde fisse, ci permette di giungere alla Sella dei Due Corni (mt.2547). Breve sosta. Successivamente imbocchiamo il ripido ghiaione che scende sul Vallone dei Ginepri che seguiremo fino a quota mt.2400 circa (abbiamo già oltrepassato il Campanile Livia e la ferrata Danesi) dove, una traccia ben segnata sulla dx, ci permette di imboccare il canale che con saliscendi e brevi passaggi di arrampicata di I° grado ci conduce sulla cresta della Prima Spalla. Breve sosta. E' ben visibile il rimanente percorso fino alla vetta del Corno Piccolo (mt.2655) che raggiungiamo con facile e divertente arrampicata. Sosta sulla cima; se abbiamo fortuna possiamo godere di un bellissimo panorama. L'itinerario di discesa ricalca fedelmente quello di salita.

Orario di Partenza : ore 05:00 Piazza Giotto

Orario Rientro: ore 22:00 circa

Pranzo: al sacco in località da definire

Quota di partecipazione: euro 27,00 da versare al momento dell'iscrizione, salvo conguaglio se non sarà raggiunto il numero di  35 partecipanti. Per i NON SOCI va aggiunto il supplemento di euro 7,50 per assicurazione infortuni. La gita verrà annullata se  il numero degli iscritti sarà inferiore a 26 ; (informarsi in sede).

Iscrizioni a decorrere dal giorno: 10/08/2010 presso sede CAI

Temine iscrizioni: 07/09/2010

Dislivelli e difficoltà: mt. 550 circa in salita/discesa; EEA, con brevi passi I° grado, circa 8 ore escluso soste.

Equipaggiamento: da montagna, obbligatori scarponi e caschetto da montagna omologato, almeno 1lt. di liquidi.

Direttori di Gita: Eliseo Mazzi, Omar Scarpellini  (cell. 3406266734  - 3471865274)

Note: Pur essendo una via normale, non è da sottovalutare; occorre pertanto buon allenamento ed assenza di vertigini nonché buona capacità di muoversi su terreni sconnessi.

N.B.  Ricordarsi di non parcheggiare  l'auto in Viale Giotto, essendo giorno di mercato.

18, 19 e 20 settembre 2010-08-10 GITA SOCIALE ALLE DOLOMITI D’OLTREPIAVE (SPALTI DI TORO)

agosto 19th, 2010

 

Programma

Sabato 18 settembre - Partenza da Arezzo alle ore 6 da Piazza Giotto e Piazza Guido Monaco, alle ore 6,10 dal Palasport “le Caselle”, diretti a Domegge di Cadore e da qui al Rifugio Padova (m  1287) in poco più di due ore. Nel pomeriggio, in attesa della cena, si potrà fare un giretto nei dintorni per cominciare ad apprezzare la bellezza del luogo. 

Cena e pernottamento. Tra la cena e il pernottamento si formeranno due gruppi: arrampicatori (X) ed escursionisti (Y).

Domenica  19 settembre -  Dopo la colazione (ore 7 circa) partenza. Il primo tratto del percorso (sent. 384) è in comune, poi il gruppo X  si porterà verso gli Spalti di Toro dove le varie cordate percorreranno itinerari diversificati a seconda delle proprie capacità e dei propri interessi, mentre il gruppo Y compirà un’escursione che attraverso la Forcella Segnata (m 2150) lo porterà in Val Montanaia, in prossimità del mitico Campanile. Dalla Val Montanaia attraverso un’altra Forcella (Forcella Montanaia m 2333) rientrerà in Val d’Arade e quindi al Rifugio Padova. Un breve tratto del percorso è attrezzato. Se il tempo e le gambe lo consentissero il giro potrebbe essere allungato andando dalla Val Montanaia verso Forcella Cimoliana (2183), val Monfalcon di Cimoliana, Forcella del Leone (2290), Forcella Monfalcon di Forni (2309) e da qui in Val d’Arade. Splendido!!!

Seconda cena e secondo pernottamento. 

Lunedì 21 settembre - Colazione alla stessa ora di domenica e partenza (X e Y) per Forcella Scodavacca (2043) e da qui per la Tacca del Cridola. Da qui discesa per un lungo ghiaione fin sotto il Bivacco Vaccari (2050) e quindi per la Forca del Cridola (2176) o per il percorso attrezzato Olivato, ci dirigeremo verso il passo della Mauria dove sarà ad attenderci il Pullman per il rientro ad Arezzo. L’arrivo è previsto in tarda serata.

Il costo dell’escursione  è di € 155,00, (non soci € 170,00) comprensivi delle due mezze pensioni al Rifugio, del viaggio e dell’assicurazione. Al momento dell’iscrizione dovrà essere versato un acconto di € 70,00, senza il quale si consiglia di non iscriversi affatto. 

Difficoltà -  per le escursioni: EA.  per le arrampicate variano a seconda degli itinerari scelti. Ognuno avrà modo di dosarle a sua scelta. 

Dislivelli – Escursionismo: poco più di mille metri, con qualche saliscendi, la domenica e sugli 800 (in salita) il lunedì.

Indispensabile abbigliamento idoneo nonché casco, imbracatura e materiale per assicurazione in ferrata per tutti. Per gli arrampicatori ovviamente Indispensabili anche scarpe, corda, rinvii e ferramenta varie.

Direttore di gita: Anna Lisa Barbarito

(Luogotenente Raul De Sanctis – 329 3916642      0575 357630)

29/08/2010 PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI VALLE DEI TRE SANTI, GOLA DEL TENNACOLA

agosto 2nd, 2010
Gita sociale il giorno 29/08/2010 appuntamento ore 6.00 a Piazza Giotto.

Inizio del trekking previsto ore 9.30 dall’Abbazia di Piobbico.

ITINERARIO: si oltrepassa il paese semi abbandonato di Cese e ci si inoltra verso la gola, rimanendo in quota. 
Arrivati ad una fontana, si inizia l’ingresso nella gola, il sentiero, che sale sempre,  è sconnesso e scivoloso, stiamo per entrare nella Valle dei Tre Santi.
Durante il percorso dovremo attraversare il Tennacola più volte tra massi e sassi, bisogna fare attenzione perché è scivoloso. La gola è molto angusta e termina con la fantastica cascata Anginelli, che troviamo quasi alla fine della gola, un po’ nascosta sulla sinistra.
Da qui in avanti l’orrida gola lascia spazio a faggi centenari che ci condurranno fino all’abitato di Pintura di Bolognola in un percorso ombreggiato e molto gradito nelle giornate calde.
Dall’abitato di Pintura si prosegue brevemente in alto verso la cima con la Madonnina, simbolo della piccola frazione. Si ridiscende poi nel piazzale, dove ci attende l’autobus.

Gola dei Tre Santi: il nome deriva dal Medioevo e delimitava il confine con tre abbazie (Piobbico, San Vincenzo e Sant’Anastasio). La leggenda vuole che il nome originario della gola doveva essere dei tre salti, riferiti ai salti che fa Belzebù nel momento che si accaparra l’anima che chi ha voluto il “libro del comando”. Non bisogna dimenticare che tutta la zona dei Sibillini richiamava occultisti, viaggiatori, maghi da tutta Europa.

Il rientro è previsto per le ore  20.00 circa.
Il pranzo al sacco sarà consumato in luogo idoneo scelto dagli accompagnatori.
Abbigliamento adeguato alla stagione, scarponcelli da trekking.

Costo:   € 20,00 per gli iscritti al CAI e € 27,50 per i non iscritti, così come stabilito dalla commissione Gite.   
Dislivello: circa 900 metri in salita, insignificante in discesa,  tempo di percorrenza: circa 5 ore + le soste Km circa 14.
Difficoltà: sentiero escursionistico.

I partecipanti esonerano gli accompagnatori e la sezione da qualsiasi responsabilità per quanto possa accadere durante lo svolgimento dell’escursione.

Iscrizioni aperte dal al, minimo 40 persone. massimo 50. Le iscrizioni saranno valide solo se accompagnate dal pagamento della relativa quota.

Direttori di gita:

Piero Melacarne tel. 3331891078
Giuseppe Petrucci tel. 3281647773

Photogallery Anciolina 2010

luglio 20th, 2010

Photogallery Gorgona 2010

luglio 18th, 2010

3/4/5 Settembre 2010 Gita sociale in Val Codera e Val Màsino

luglio 13th, 2010
In Lombardia, oltrepassato il Lago di Como e giunti all’altezza del Lago di Mezzola, in Val Chiavenna, si nota sulla destra una profonda forra incisa tra due costoni rocciosi; nulla lascia intuire dietro quell’aspro portale di pietra un mondo ricco di storia, testimone di una civiltà montanara che ha scelto il granito per scrivere la propria identità.
L’ itinerario proposto, che coincide nei primi due giorni con le prime due tappe del “Sentiero Roma”, una delle più famose alte vie delle Alpi, realizzato e attrezzato nel 1928 dalla sezione milanese del CAI, percorre la lunga e sinuosa Val Codera per portarsi, oltre il Passo del Barbacan, in  Val Porcellizzo e confluire, attraverso questa e la Valle dei Bagni, in Val Masino. Un percorso impegnativo, particolarmente nella tappa centrale, che corre sul filo di granito di uno dei più spettacolari scenari rocciosi delle Alpi Centrali.
 
PROGRAMMA
 
Venerdì 3 settembre
Partenza da Piazza Giotto alle 5.45 e da Piazza G. Monaco alle 6.00 precise.
Arrivo previsto a Novate Mezzola verso mezzogiorno circa. Dalla vicina frazione di Mezzolpiano (m. 316) ha inizio la mulattiera per la Val Codera. Si risale subito la ripida testata che precipita verso il fondovalle su una zigzagante mulattiera, praticamente una lunghissima scala in superbi lastroni di granito sanfedelino, le cui cave abbandonate s’incontrano ai bordi. In circa un’ora si raggiunge la sommità della forra di Codera, presso un panoramico ballatoio roccioso; da questo punto un tratto pianeggiante precede gli stretti tornanti che salgono alle poche case di Avedèe (m. 790) e alla sella da cui finalmente si vede il lungo e profondo solco della Val Codera. Superando qualche passaggio a picco sul torrente si raggiunge l’abitato di Codera (m. 825); aggirandosi tra le tortuose viuzze del paesino, che contava più di 400 anime tre secoli fa, si osserva l’armonio-
so e sapiente incastro dei blocchi di granito coi quali l’intero villaggio è stato costruito.
Usciti da Codera il paesaggio cambia radicalmente: la valle si fa ampia, pianeggiante e desolata, massi e ghia-
ioni prendono il posto di alberi e boschi. Dopo una cava e una chiusa sul torrente, la valle si orienta verso est e il sentiero attraversa un vasto greto, fino alle baite di Saline (m. 1085). Da qui in poi, passati sulla riva sinistra del torrente, si marcia in piano tra ombrosi boschi di larici e abeti, toccando prima le baite di Stoppadura e poi il bel piano di Bresciadega (m. 1241); più oltre, una comoda sterrata attraversa la parte più bella della valle, in cui i pascoli si alternano alla pineta, e raggiunge infine il Rifugio Brasca (m. 1304), situato tra magnifici esemplari d’abete alla confluenza della Val Spassato con la Val Codera, e sormontato dalle impressionanti placco nate granitiche delle pareti nord della Sfinge e del Ligoncio, oltre i tremila metri.
Riposo, cena e pernottamento in rifugio.
Dislivello: ca. 1050 m. in salita, qualche decina in discesa.
Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 4.30 – 5 ore ca.
 
Sabato 4 settembre
Sveglia di buon’ora e robusta colazione, perché la giornata lo richiederà, poi zaino in spalla e partenza.  
Si prende il sentiero alle  spalle del rifugio che raggiunge una piccola cappella in pietra, seguitando sulla destra c’infiliamo nella pineta con la salita che si fa via via più dura e sapendo fin d’ora che non si addolcirà nemmeno per un istante fino al Passo del Barbacan. 
Si risale per tornanti uno spallone coperto di larici e ci si sposta quindi verso destra uscendo dal bosco in vista della Valle dell’Averta, puntando a una dorsale sul bordo di un canalone, da dove si avvistano la Cima di Barbacan (m. 2738) e l’ardita guglia della Punta Milano. La traccia taglia la testata del canalone e si dirige a sinistra verso le povere baite dell’Alpe Averta (m. 1957), oggi abbandonate; integralmente costruite in pietra a secco, coi tetti in minuscole “lose”, le stalle e le casupole dell’Averta, che ai nostri occhi hanno il fascino dell’autenticità rurale, danno anche un’idea significativa della durezza della vita in alpeggio.
Ripresa la salita rimontiamo un costone erboso costellato di massi, poi una ripida dorsale al termine della quale si giunge a un enorme masso strapiombante  sul sentiero, nei pressi di un bivio, oltre il quale si deve affrontare l’ultimo, decisamente duro pendio che conduce al Passo del Barbacan (m. 2598).
Saremo ripagati della fatica fatta per arrivare quassù (almeno speriamo…) con un panorama mozzafiato sulla corona di cime della Val Porcellizzo, tra le quali spicca il poderoso gruppo Badile – Cengalo, ai cui piedi la valle si stringe in un imbuto precipitando nella Valle dei Bagni che la mette in comunicazione con la Val Masino. Dal passo si scende per tracce di sentiero nel canale sottostante fino ad incontrare il Sentiero Risari; raggiuntolo lo si prende verso sinistra e per saliscendi su pascoli cosparsi di rocce, attraversando alcune valle-
cole, si arriva in circa un’ora dal passo al Rifugio Gianetti (m. 2534).
Dal piazzale del rifugio si nota il caratteristico Dente della Vecchia, poi viene l’immensa mole del Pizzo Badi-
le (m. 3308), col suo aereo spigolo meridionale, e infine l’altrettanto spettacolare spigolo sud del Pizzo Cen-
galo (m. 3370). Prima di cena speriamo di godere della meravigliosa visione di queste cime al tramonto.
Dislivello: m. 1300 in salita, poche decine in discesa.
Difficoltà: EE
Tempo di percorrenza: ore 6 – 6.30 ca.
 
Domenica 5 settembre
Giornata più riposante, dedicata alla discesa a valle. Si scende sotto il rifugio tra pascoli e sassi fino a raggiungere il ripido salto di una bastionata che immette nel Zucun, o “Pianone”, una conca un tempo occupata da un laghetto glaciale, un luogo delizioso solcato dalle acque del torrente da cui, volgendosi verso la testata della Val Porcellizzo, si ammira uno dei panorami più belli delle Alpi. 
Sotto il Pianone la valle inizia a stringersi, il pendio si fa più ripido percorso dalla mulattiera sempre in lastroni di granito che perde rapidamente quota avvicinandosi al limite del bosco di conifere. Dopo che il sentiero ha attraversato le curiose “Termopili”, ovvero due enormi massi accostati, raggiunge le baite di Corte Vecchia (m. 1405) ed entra definitivamente nella pineta. Si scende per tornanti a sinistra del torrente che forma balzi e cascate e alla fine del pendio si esce in un’ampia radura dove s’imbocca una strada sterrata che rientrando tra gli abeti raggiunge in breve Bagni del Masino (m. 1172).
Dislivello: m. 1360 in discesa
Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: ore 2.30 – 3 ca.
Da qui, dopo un po’ di riposo, il pullman ci riporterà ad Arezzo con arrivo previsto, salvo intoppi di viaggio,  alle ore 20 circa.
Attrezzatura necessaria: abbigliamento da alta montagna, bastoncini telescopici (utili visti i dislivelli), sacco lenzuolo per i pernottamenti in rifugio, scorte alimentari per i pasti da consumare durante le escursioni.
Anche se non presenta difficoltà alpinistiche (solo qualche tratto su roccette nei pressi del Passo del Barbacan) la lunghezza e l’altimetria delle tappe richiede buon allenamento, passo sicuro e sufficientemente spedito.
Quota di partecipazione: è stabilita in € 180,00 comprensivi di viaggio A/R in pullman, due mezze pensioni in rifugio e spese organizzative.
Al momento dell’iscrizione dovrà essere corrisposta una caparra di € 60,00, senza la quale l’iscrizione stessa non sarà considerata valida.
La gita si effettuerà con un numero massimo di 25 partecipanti. 
Il viaggio in autobus si effettuerà con l’adesione di un minimo di 16 iscritti. Qualora il numero fosse inferiore, si potrà ugualmente effettuare la gita utilizzando mezzi propri, il che però implicherà lasciare le auto a Novate Mezzola e il terzo giorno raggiungere a piedi la località di S. Martino, allungando il percorso di circa un’ora e mezza, da dove con autobus e treno si tornerà a Novate Mezzola.  In tal caso, ovviamente, l’importo complessivo della quota verrà ricalcolato tra i partecipanti.
 
Iscrizioni: presso sede CAI a partire da giovedi 15 luglio, con termine ultimo e improrogabile venerdi 20 agosto.
 
Direttore di gita: Francesco Fracassi (tel. 0575 908433 / 349 7162617)
 
N.B. La Sezione non si assume nessuna responsabilità per eventuali danni arrecati a cose e/o persone durante lo svolgimento della gita.

Comunicazioni Gite

giugno 23rd, 2010
  • Sono ancora aperte le prenotazioni per la gita alle Egadi
     
  • La gita "al chiaro di luna" è stata rinviata al 10 luglio per motivi meteo e ha cambiato nome: "gita sotto le stelle". Un astrofilo illustrerà le costellazioni.

Escursionismo: Sabato 26 e Domenica 27 Giugno 2010 Appennino Pavese: tra la Valle Staffora e la Val Trebbia

giugno 16th, 2010

Osservando una carta dell’Italia si nota che, apparentemente, soltanto due regioni sembrano poter vantare nel proprio territorio la contemporanea presenza delle Alpi e degli Appennini: Piemonte e Liguria, ove al primo compete, oltre a un largo tratto della catena alpina, il versante settentrionale dell’Appennino Ligure, e alla seconda, oltre appunto il medesimo tratto appenninico, la parte iniziale della catena alpina dove prende il nome di Alpi Marittime. In realtà, a ben vedere, una terza regione condivide questo privilegio; si tratta della Lombardia che, in aggiunta alle sue ben note Alpi e Prealpi, si spinge con il suo estremo lembo meridionale, conosciuto come “Oltrepò Pavese”, a toccare una piccola ma significativa porzione di Appennino che, pur rientrando nella più generale definizione di Ligure, può a ben diritto definirsi anche come, appunto, Pavese.
Pur senza contare vette imponenti, queste montagne si presentano in genere ammantate di faggete che lasciano scoperte le zone sommitali, prative e ricche di fiori alpini; lungo i crinali correvano storiche vie di comunicazione da e per la Liguria (le “vie del sale”) e da essi si possono oggi godere vasti panorami che spaziano dall’arco alpino all’Appennino e fino al mare.            
               
PROGRAMMA       
       
Sabato 26 giugno
Partenza da Arezzo in autobus alle 5.45 da Piazza Giotto (dietro la chiesa poiché c’è il mercato) e alle 6.00 da Piazza G. Monaco.   
In autostrada raggiungiamo Voghera e da qui iniziamo a risalire la valle percorsa dal torrente Staffora, in bel paesaggio, fino a raggiungere il paese di Varzi; qui faremo una breve sosta per visitare il suggestivo antico borgo medioevale fortificato, con vie strette, bassi portici, torri e sottopassaggi.
Ripreso il pullman cominciamo a salire su strada sempre più panoramica fino a raggiungere il Passo Scapa-
rina (quota m. 1108), sulle pendici del Monte Penice, da dove avrà inizio l’escursione a piedi. 
Si imbocca un sentiero che segue il crinale tra Valle Staffora e Val Trebbia, sul confine tra Lombardia ed Emilia, e sale ripidamente attraversando dapprima pascoli e poi fitte pinete fino a raggiungere, dopo circa un’ora e trenta di cammino (dislivello in salita m. 360 ca.), la panoramicissima vetta del Monte Penice (m. 1460), sulla quale, oltre purtroppo a numerosi ripetitori, sorge il Santuario di Santa Maria.
Le fonti storiche attestano che in questo luogo la Madonna è venerata da almeno 1350 anni per una promessa fatta da San Colombano alla regina longobarda Teodolinda, e nell’XI secolo troviamo il santuario già nelle dimensioni attuali. Per molti secoli appartenne alla proprietà del Monastero di San Colombano a Bobbio, per poi passare alla Diocesi nel XIX secolo. Ristrutturato completamente in anni recenti, nel 2009 l’interno è stato decorato con suggestive e preziose icone orientali.
Fatta la visita, si ridiscende per lo stesso itinerario al Passo Scaparina da dove, ripreso il pullman, attraversiamo il paese di Brallo di Pregola, rinomata località di villeggiatura, e raggiungiamo, nei pressi della frazione di Corbesassi, in località Piani di Lesima a quota m. 1250, l’Agriturismo “Sulla via del sale” (il nome indica appunto che si trova su un’antica via di comunicazione con la Liguria) che ci ospiterà per la cena e il pernottamento.           
           
Domenica 27 giugno   
Anello del Monte Lesima
Dall’agriturismo si raggiungono i Piani di Propongo da dove si percorre in direzione nord-ovest una strada sterrata fino ad incontrare la provinciale Brallo- Passo del Giovà in corrispondenza di una sella (m. 1358).
In questo tratto sul fianco sinistro della strada sono visibili gli strati rocciosi della formazione geologica detta “calcari di Monte Antola”. Arrivati alla sella si prende una traccia di sentiero che percorre quasi integralmente tutto il crinale spartiacque tra la Valle Staffora (a destra) e la Val Trebbia (a sinistra). Camminando tra il bosco e una serie di belle radure si raggiunge il Monte Terme (m. 1490), dal quale si ha una bella vista del M. Lesima e di tutto il resto del tracciato.  Da qui, camminando prevalentemente su prati, si sale sul crinale che alterna ripidi pendii erbosi a terrazzi molto panoramici, fino al Monte Tartago (m. 1688), all’inizio della lunga cresta a saliscendi che conduce alla vetta. Si prosegue su questa superando qualche modesto cocuzzolo secondario fino a raggiungere la cima del Monte Lesima (m. 1724), segnata da una caratteristica cupola di un radar aereonautico e da una grossa croce metallica. Magnifico il panorama, specie verso sud, dove spicca il M. Alfeo. La vetta e i suoi immediati dintorni sono segnalati per la presenza dell’Astragalus sirinicus, una delle piante più rare dell’Appennino.
La regione del Lesima ha visto nel 218 a.C. il passaggio dell’esercito cartaginese; una leggenda vuole che in tale occasione il condottiero Annibale abbia riportato una ferita ad una mano (lesa manu) da cui il toponimo del monte, anche se appare più realistica una derivazione da lesa, che nella parlata locale significa slitta.   
Dalla vetta si scende sul versante est della montagna, su ripido e sassoso sentiero; in questo tratto si incomincia a vedere chiaramente la ripida parete rocciosa del monte formata da tanti strati rocciosi di diverso spessore tipicamente alternati. Attraverso prati e boschi si scende in località Prato di Cavanna (m. 1370), dove si incontra la strada che da Corbesassi conduce a Zerba. La si segue in discesa, alternandola a qualche tratto di sentiero, e attraversando boschi e pinete, si torna al punto di partenza.
Lunghezza: km 11,5 ca.
Dislivello: m. 660 ca. in salita e in discesa
Tempo di percorrenza: ore 4.30 – 5.00 (soste escluse)
Difficoltà: E       
   
Tornati all’agriturismo, si prenderà la via del ritorno dirigendoci al Passo del Penice e da lì scendendo verso la Val Trebbia, conosciuta come una delle più belle valli appenniniche. Se avremo rispettato i tempi, potremo fare una sosta a Bobbio, capoluogo della valle, pittoresca cittadina sede della storica Abbazia di San Colombano.
Fondata nel VII secolo, appartenne ai Benedettini e fu importantissimo faro di cultura nel Medioevo. La chiesa attuale fu ricostruita nei secoli XV-XVII ma conserva il campanile romanico dell’XI sec. Al suo interno vi sono resti del pavimento a mosaico del XII sec., due transenne di marmo finemente intrecciato del IX sec. e un bel coro intarsiato e intagliato della fine del Quattrocento.  
Infine si raggiunge Piacenza e si riprende l’autostrada per Arezzo, con arrivo previsto per le ore 21 circa salvo imprevisti di viaggio.       
           
Equipaggiamento: l’occorrente da media montagna con ricambio di indumenti, bastoncini da trekking e mantellina impermeabile. Portare il pranzo al sacco per i due giorni (in alternativa qualche panino per la domenica potrà essere acquistato presso l’agriturismo).       
   
Quota di partecipazione: è stabilita in € 100,00 ( eventuali non soci € 110,00 per coprire spese assicurative e di segreteria), comprensiva del viaggio a/r in pullman e della mezza pensione in agriturismo.
Al momento dell’iscrizione dovrà essere versata una caparra di € 30,00 senza la quale l’iscrizione stessa non sarà considerata valida.                                                                                                                   
Iscrizioni: presso la sede CAI a partire da giovedì 3 giugno e fino al termine ultimo di martedì 22 giugno.
Per motivi organizzativi la gita si effettuerà con un minimo di 16 e un massimo di 25 partecipanti.   

       
Direttore di gita: Francesco Fracassi (tel. 0575 908433 / 349 7162617)

N.B.  La Sezione non si assume alcuna responsabilità per eventuali danni arrecati a cose e persone durante lo svolgimento della gita

Alpinismo: 17-18-19 LUGLIO MONTE EMILIUS

giugno 15th, 2010

PILA (AO) – CONCA DI ARBOLLE-M. EMILIUS (3559 m)-BECCA DI NONA (3144 m)

La cima del Monte Emilius, che con la sua parete nord domina la conca della città di Aosta, offre uno dei panorami più belli della Valle, che spazia a 360 gradi tra Monte Rosa, Cervino, Grand     Combin, Monte Bianco, Rutor, Grivola e Gran Paradiso, per poi allargarsi verso il Canavese, il Monferrato, le Alpi Liguri e le Marittime.

Sabato 17 luglio.
Partenza da Arezzo in autobus, al mattino alle ore 4,00 da Piazza Giotto e alle ore 4,15 dal parcheggio antistante il Palazzetto dello Sport in località Le Caselle:
Arrivo ad Aosta previsto per le ore ore 13,00  circa.
Sosta ad Aosta per il pranzo al sacco e breve visita della città con tempi da convenire al momento.
Da Aosta, in autobus, si raggiunge la rinomata località sciistica e turistica estiva di Pila (1800 m).
Dall'ampio posteggio di Pila si sale con la seggiovia di Chamolé fino alla stazione omonima (2310 m).
A Chamolé si imbocca a sinistra l'ampio sentiero che con bel percorso pianeggiante al limite della vegetazione arborea, in pochi minuti ci porta al bucolico Lago di Chamolé che si aggira a sinistra. Superato l'emissario, costeggiando la sponda orientale, si sale in diagonale verso sud, dapprima per ampie svolte, poi con percorso sempre più ripido.
Su sentiero evidente e ben tracciato, in breve si raggiunge il panoramico terrazzo del Col de Camolé (2641 m).
Si perde quindi quota sul versante orientale della Tete Noire e si entra nella stupenda conca del Lago Arbolle.
La conca di Arbolle, che per secoli è stata eletta a rifugio dai canonici Aostani che cercavano la pace interiore nei suoi alpeggi ad alta quota, rappresenta ancora oggi una nicchia particolarmente intatta di wilderness.
Superato l'emissario, si risale un dosso, raggiungendo rapidamente il vicino rifugio Arbolle, nostra meta della giornata (2507 m   1,30 ore).
Sistemazione in rifugio, cena e pernottamento.

Domenica 18 luglio.
Itinerario “A”
L'Emilius per la cresta Sud, via Normale.
Dislivello: 1100 m
Tempo: 6 ore
Difficoltà: EE escursionisti esperti
Materiale necessario: casco ,  piccozza e ramponi (eventualmente).

Sveglia ore 6,30, colazione, partenza ore 8,00.
Dal rifugio Arbolle si costeggia il lago omonimo e poi il torrente, risalendo il vallone sulla destra idrografica.
Il sentiero continua per macereti e  arriva al bivio per il Col Garin dove si va a sinistra. Si passa in vista del Lago delle Capre (2695 m), godendo il panorama su Grand Nomenon, Grivola e Gran Paradiso, i cui ghiacciai si elevano sopra il Col Garin.
Si risale il filo del rilievo morenico verso Nord-Est, per raggiungere più in alto la conca del Lac Gelé (2956 m).
A svolte il sentiero risale ora pietraie più ripide e con tratti di detriti, che richiedono attenzione fino a raggiungere il Pas des Trois Capucins (3241 m ,  2,45 ore) a sinistra delle curiose formazioni geologiche dette appunto “i tre cappuccini”.
Dal colle si punta a Nord e si inizia a risalire la cresta Sud del Monte Emilius.
Per facili roccette e pietrame si segue la cresta, con percorso evidente, a tratti ripido, ma che non richiede una vera e propria arrampicata.
Si segue quindi  il sentiero evidente che, aggirando le maggiori difficoltà, raggiunge una grotta, oltre la quale fra le rocce in breve si raggiunge la panoramica croce di vetta dell' Emilius (3559 m ,  1 ora).
La discesa al rifugio Arbolle, prestando particolare attenzione, avverrà per lo stesso itinerario di salita (2,30 ore).
 
Domenica 18 luglio.
Itinerario “B”
L'Emilius per la ferrata della cresta Ovest.
Dislivello: 1250 m
Tempo: 7-8 ore
Difficoltà: EEA, itinerario molto impegnativo soprattutto per la quota a cui si svolge e la lunghezza del percorso che potrà essere effettuato solamente da un gruppo di persone ritenuto idoneo dai direttori di gita.
Materiale indispensabile: set completo da ferrata, casco, piccozza e ramponi (eventualmente).

Unico percorso del genere in tutta la Valle d'Aosta, la ferrata dell' Emilius è anche un percorso attrezzato tra i più elevati delle Alpi Occidentali ed offre una bella alternativa alla classica via normale della cresta Sud.
 
Sveglia ore 6,00, colazione, partenza ore 7,00.
Dal rifugio Arbolle (2507 m) si segue l'itinerario fino al Col Carrel (2873 m,  2,15 ore, bivacco Federigo). Dal colle si seguono i bolli di vernice verde salendo per un breve tratto il pendio di pietre e detriti, tenendosi dapprima a sinistra e quindi salendo verso la cresta, dove parte la ferrata. La via sale fra blocchi rocciosi, sul lato sinistro della cresta finchè raggiunge il filo di un evidente gendarme rosso, connesso a quello successivo da un aereo ponte tibetano. Si prosegue con un tratto verticale e si supera il Mont Ross de Comboé (3285 m, 1,45 ore). Si continua per cresta ora verso est, con un lungo tratto pressochè orizzontale e si raggiunge la segnalazione per una possibile via di fuga (questa scende a destra, verso sud, e per tracce di sentiero giunge presso il Lago Gelato, dove ci si immette sul sentiero che riporta al rifugio Arbolle).
Proseguendo sulla ferrata si perviene al Piccolo Monte Emilius (3342 m), quindi si procede ancora sulla cresta che diventa più ripida e frastagliata e che si vince superando a destra alcuni gradoni di compatta roccia rossastra. Mantenendo il versante sud si passa sotto un salto di roccia più chiara e meno solida che si supera con passaggi un po' atletici. Si riprende a salire obliquamente il pendio pietroso, arrivando sulla spalla dove termina la via ferrata. Di qui un ultimo breve tratto conduce alla vetta dell' Emilius (3559 m,  1-1,30 ore).  
Per la discesa si segue a ritroso la via normale lungo la cresta Sud (2.30 ore).    

Lunedì 19 luglio
Salita alla Becca di Nona per il Col Carrel.
Dislivello: 900 m (+ 200 al ritorno)
Tempo: 5,30  ore
Difficoltà: E escursionisti

Sveglia ore 6,30, colazione, partenza ore 8,00.
Dal Rifugio Arbolle si scende al lago e si devia a destra (ovest) per superare in discesa la cresta che origina dall' Emilius.
Si piega a nord e si perde ancora quota per entrare nel pendio di macereti. Si piega a destra (nord est) e si segue il sentiero che fa un lungo traverso, tagliando il pendio sulla destra orografica del Vallon de Comboé.
Perdendo quota il meno possibile, si arriva nella parte superiore del Plan de Vallé. Lasciato l'alpeggio a valle (sinistra) ci si innesta sul sentiero che sale dal Vallon de Comboé e si inizia a salire verso il Col Carrel.
Si prosegue sul sentiero di destra (ometti), su pietrame ed erba, per spostarsi infine a destra e risalire fra le pietraie.
A svolte si sale ancora il pendio di detriti, ora più ripido, puntando infine a uno spuntone di roccia, in corrispondenza del punto meno elevato del Col Carrel (2873 m, 2.30 ore) nei pressi di un laghetto e del bivacco Federigo.
Dal colle si sale, prima in diagonale, poi in modo più diretto, verso un pendio di detriti, oltre i quale ci si immette sul sentiero che sale da sinistra e con poche svolte si tocca la vetta della Becca di Nona (3144 m, 1 ora).  
La discesa al rifugio Arbolle, avverrà per lo stesso itinerario di salita (2,00 ore).
Arrivo al Rifugio Arbolle ore 15,00 circa.

Partenza dal rifugio Arbolle, per lo stesso itinerario della salita, arrivo a Pila per le ore 16.30 circa, dove ci aspetterà l’autobus per il rientro ad Arezzo.
Partenza ore 17,00, arrivo ad Arezzo previsto intorno alle 24.00, salvo imprevisti di traffico e previa  sosta in autogrill da convenire lungo il percorso.
 
Attrezzatura necessaria:
Itinerario “A”: normale attrezzatura da alta montagna, casco, ramponi, piccozza, abbigliamento e calzature adeguate alla quota e al percorso.

Itinerario “B”: set completo da ferrata, casco, ramponi, piccozza, abbigliamento e calzature adeguate alla quota e al percorso.

In considerazione della quota a cui si svolge l'escursione, è comunque necessario per  tutti i partecipanti avere a disposizione i ramponi e la piccozza, il cui eventuale utilizzo potrà essere determinato solamente in loco, al momento dell'escursione, sentito anche il parere esperto del gestore del rifugio.
 
La quota di partecipazione è stabilita in  Euro 200,00 e comprende il costo del viaggio e del trattamento di mezza pensione presso il rifugio Arbolle.
La quota non è comprensiva del costo degli impianti di risalita che verranno utilizzati e che pertanto dovranno essere pagati sul posto.
Al momento dell'iscrizione dovrà essere corrisposta una caparra di Euro 50,00.
Il saldo dell'intera quota dovrà essere  pagato entro e non oltre la data del 1° luglio 2010.
E' previsto un numero massimo di 25 partecipanti.
Il trasferimento con l'autobus si effettuerà con l'adesione di un minimo di 16 partecipanti.  
Qualora il numero dei partecipanti dovesse essere inferiore a 16, si provvederà comunque al trasferimento, utilizzando mezzi propri, nel qual caso il costo della quota di partecipazione verrà determinato al momento.

Iscrizioni: presso Sede CAI da martedì 15 giugno.

Rifugio Arbolle: tel. 0165 762611 (gestore Roberto Ganis tel. 0125 300030)

Direttori di Gita:  Antonio Turchetti  (tel. 339 4061725)
Raul De Santis  (tel. 329 3916642)

N.B. La sezione non assume nessuna responsabilità per eventuali danni arrecati a cose e persone durante lo svolgimento della gita.