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	<title>Cai Arezzo - Club Alpino Italiano Arezzo&#187; CAI Arezzo &#8211; Club Alpino Italiano Arezzo</title>
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	<description>il sito ufficiale del club alpino italiano sezione arezzo</description>
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		<title>3/4/5 Settembre 2010 Gita sociale in Val Codera e Val Màsino</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[In Lombardia, oltrepassato il Lago di Como e giunti all&#8217;altezza del Lago di Mezzola, in Val Chiavenna, si nota sulla destra una profonda forra incisa tra due costoni rocciosi; nulla lascia intuire dietro quell&#8217;aspro portale di pietra un mondo ricco di storia, testimone di una civilt&#224; montanara che ha scelto il granito per scrivere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; "><img align="left" alt="" height="301" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs017.snc1/4224_1169053029406_1320365055_449822_7921180_n.jpg" width="200" />In Lombardia, oltrepassato il Lago di Como e giunti all&rsquo;altezza del Lago di Mezzola, in Val Chiavenna, si nota sulla destra una profonda forra incisa tra due costoni rocciosi; nulla lascia intuire dietro quell&rsquo;aspro portale di pietra un mondo ricco di storia, testimone di una civilt&agrave; montanara che ha scelto il granito per scrivere la propria identit&agrave;.</div>
<div style="text-align: justify; ">L&rsquo; itinerario proposto, che coincide nei primi due giorni con le prime due tappe del &ldquo;Sentiero Roma&rdquo;, una delle pi&ugrave; famose alte vie delle Alpi, realizzato e attrezzato nel 1928 dalla <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">sezione</a> milanese del CAI, percorre la lunga e sinuosa Val Codera per portarsi, oltre il Passo del Barbacan, in &nbsp;Val Porcellizzo e confluire, attraverso questa e la Valle dei Bagni, in Val Masino. Un percorso impegnativo, particolarmente nella tappa centrale, che corre sul filo di granito di uno dei pi&ugrave; spettacolari scenari rocciosi delle Alpi Centrali.<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>PROGRAMMA<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></strong></div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Venerd&igrave; 3 settembre</strong> <span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>
<div style="text-align: justify; ">Partenza da Piazza Giotto alle 5.45 e da Piazza G. Monaco alle 6.00 precise.</div>
<div style="text-align: justify; ">Arrivo previsto a Novate Mezzola verso mezzogiorno circa. Dalla vicina frazione di Mezzolpiano (m. 316) ha inizio la mulattiera per la Val Codera. Si risale subito la ripida testata che precipita verso il fondovalle su una zigzagante mulattiera, praticamente una lunghissima scala in superbi lastroni di granito sanfedelino, le cui cave abbandonate s&rsquo;incontrano ai bordi. In circa un&rsquo;ora si raggiunge la sommit&agrave; della forra di Codera, presso un panoramico ballatoio roccioso; da questo punto un tratto pianeggiante precede gli stretti tornanti che salgono alle poche case di Aved&egrave;e (m. 790) e alla sella da cui finalmente si vede il lungo e profondo solco della Val Codera. Superando qualche passaggio a picco sul torrente si raggiunge l&rsquo;abitato di Codera (m. 825); aggirandosi tra le tortuose viuzze del paesino, che contava pi&ugrave; di 400 anime tre secoli fa, si osserva l&rsquo;armonio-</div>
<div style="text-align: justify; ">so e sapiente incastro dei blocchi di granito coi quali l&rsquo;intero villaggio &egrave; stato costruito.</div>
<div style="text-align: justify; ">Usciti da Codera il paesaggio cambia radicalmente: la valle si fa ampia, pianeggiante e desolata, massi e ghia-</div>
<div style="text-align: justify; ">ioni prendono il posto di alberi e boschi. Dopo una cava e una chiusa sul torrente, la valle si orienta verso est e il sentiero attraversa un vasto greto, fino alle baite di Saline (m. 1085). Da qui in poi, passati sulla riva sinistra del torrente, si marcia in piano tra ombrosi boschi di larici e abeti, toccando prima le baite di Stoppadura e poi il bel piano di Bresciadega (m. 1241); pi&ugrave; oltre, una comoda sterrata attraversa la parte pi&ugrave; bella della valle, in cui i pascoli si alternano alla pineta, e raggiunge infine il Rifugio Brasca (m. 1304), situato tra magnifici esemplari d&rsquo;abete alla confluenza della Val Spassato con la Val Codera, e sormontato dalle impressionanti placco nate granitiche delle pareti nord della Sfinge e del Ligoncio, oltre i tremila metri.</div>
<div style="text-align: justify; ">Riposo, cena e pernottamento in rifugio.<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Dislivello:</strong> ca. 1050 m. in salita, qualche decina in discesa.</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Difficolt&agrave;:</strong> E</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Tempo di percorrenza:</strong> 4.30 &#8211; 5 ore ca.<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Sabato 4 settembre</strong><span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>
<div style="text-align: justify; ">Sveglia di buon&rsquo;ora e robusta colazione, perch&eacute; la giornata lo richieder&agrave;, poi zaino in spalla e partenza. &nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; ">Si prende il sentiero alle &nbsp;spalle del rifugio che raggiunge una piccola cappella in pietra, seguitando sulla destra c&rsquo;infiliamo nella pineta con la salita che si fa via via pi&ugrave; dura e sapendo fin d&rsquo;ora che non si addolcir&agrave; nemmeno per un istante fino al Passo del Barbacan.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; ">Si risale per tornanti uno spallone coperto di larici e ci si sposta quindi verso destra uscendo dal bosco in vista della Valle dell&rsquo;Averta, puntando a una dorsale sul bordo di un canalone, da dove si avvistano la Cima di Barbacan (m. 2738) e l&rsquo;ardita guglia della Punta Milano. La traccia taglia la testata del canalone e si dirige a sinistra verso le povere baite dell&rsquo;Alpe Averta (m. 1957), oggi abbandonate; integralmente costruite in pietra a secco, coi tetti in minuscole &ldquo;lose&rdquo;, le stalle e le casupole dell&rsquo;Averta, che ai nostri occhi hanno il fascino dell&rsquo;autenticit&agrave; rurale, danno anche un&rsquo;idea significativa della durezza della vita in alpeggio.</div>
<div style="text-align: justify; ">Ripresa la salita rimontiamo un costone erboso costellato di massi, poi una ripida dorsale al termine della quale si giunge a un enorme masso strapiombante &nbsp;sul sentiero, nei pressi di un bivio, oltre il quale si deve affrontare l&rsquo;ultimo, decisamente duro pendio che conduce al Passo del Barbacan (m. 2598).</div>
<div style="text-align: justify; ">Saremo ripagati della fatica fatta per arrivare quass&ugrave; (almeno speriamo&hellip;) con un panorama mozzafiato sulla corona di cime della Val Porcellizzo, tra le quali spicca il poderoso gruppo Badile &#8211; Cengalo, ai cui piedi la valle si stringe in un imbuto precipitando nella Valle dei Bagni che la mette in comunicazione con la Val Masino. Dal passo si scende per tracce di sentiero nel canale sottostante fino ad incontrare il Sentiero Risari; raggiuntolo lo si prende verso sinistra e per saliscendi su pascoli cosparsi di rocce, attraversando alcune valle-</div>
<div style="text-align: justify; ">cole, si arriva in circa un&rsquo;ora dal passo al Rifugio Gianetti (m. 2534).</div>
<div style="text-align: justify; ">Dal piazzale del rifugio si nota il caratteristico Dente della Vecchia, poi viene l&rsquo;immensa mole del Pizzo Badi-</div>
<div style="text-align: justify; ">le (m. 3308), col suo aereo spigolo meridionale, e infine l&rsquo;altrettanto spettacolare spigolo sud del Pizzo Cen-</div>
<div style="text-align: justify; ">galo (m. 3370). Prima di cena speriamo di godere della meravigliosa visione di queste cime al tramonto.</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Dislivello:</strong> m. 1300 in salita, poche decine in discesa.</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Difficolt&agrave;:</strong> EE</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Tempo di percorrenza:</strong> ore 6 &ndash; 6.30 ca.<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Domenica 5 settembre</strong></div>
<div style="text-align: justify; ">Giornata pi&ugrave; riposante, dedicata alla discesa a valle. Si scende sotto il rifugio tra pascoli e sassi fino a raggiungere il ripido salto di una bastionata che immette nel Zucun, o &ldquo;Pianone&rdquo;, una conca un tempo occupata<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span>da un laghetto glaciale, un luogo delizioso solcato dalle acque del torrente da cui, volgendosi verso la testata della Val Porcellizzo, si ammira uno dei panorami pi&ugrave; belli delle Alpi.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; ">Sotto il Pianone la valle inizia a stringersi, il pendio si fa pi&ugrave; ripido percorso dalla mulattiera sempre in lastroni di granito che perde rapidamente quota avvicinandosi al limite del bosco di conifere. Dopo che il sentiero ha attraversato le curiose &ldquo;Termopili&rdquo;, ovvero due enormi massi accostati, raggiunge le baite di Corte Vecchia (m. 1405) ed entra definitivamente nella pineta. Si scende per tornanti a sinistra del torrente che forma balzi e cascate e alla fine del pendio si esce in un&rsquo;ampia radura dove s&rsquo;imbocca una strada sterrata che rientrando tra gli abeti raggiunge in breve Bagni del Masino (m. 1172).</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Dislivello: </strong>m. 1360 in discesa</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Difficolt&agrave;:</strong> E</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Tempo di percorrenza:</strong> ore 2.30 &#8211; 3 ca.</div>
<div style="text-align: justify; ">Da qui, dopo un po&rsquo; di riposo, il pullman ci riporter&agrave; ad Arezzo con arrivo previsto, salvo intoppi di viaggio, &nbsp;alle ore 20 circa.<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Attrezzatura necessaria:</strong> abbigliamento da alta montagna, bastoncini telescopici (utili visti i dislivelli), sacco lenzuolo per i pernottamenti in rifugio, scorte alimentari per i pasti da consumare durante le escursioni.</div>
<div style="text-align: justify; ">Anche se non presenta difficolt&agrave; alpinistiche (solo qualche tratto su roccette nei pressi del Passo del Barbacan) la lunghezza e l&rsquo;altimetria delle tappe richiede buon allenamento, passo sicuro e sufficientemente spedito.</div>
<div style="text-align: justify; ">Quota di partecipazione: &egrave; stabilita in &euro; 180,00 comprensivi di viaggio A/R in pullman, due mezze pensioni in rifugio e spese organizzative.</div>
<div style="text-align: justify; ">Al momento dell&rsquo;iscrizione dovr&agrave; essere corrisposta una caparra di &euro; 60,00, senza la quale l&rsquo;iscrizione stessa non sar&agrave; considerata valida.</div>
<div style="text-align: justify; ">La gita si effettuer&agrave; con un numero massimo di 25 partecipanti.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; ">Il viaggio in autobus si effettuer&agrave; con l&rsquo;adesione di un minimo di 16 iscritti. Qualora il numero fosse inferiore, si potr&agrave; ugualmente effettuare la gita utilizzando mezzi propri, il che per&ograve; implicher&agrave; lasciare le auto a Novate Mezzola e il terzo giorno raggiungere a piedi la localit&agrave; di S. Martino, allungando il percorso di circa un&rsquo;ora e mezza, da dove con autobus e treno si torner&agrave; a Novate Mezzola. &nbsp;In tal caso, ovviamente, l&rsquo;importo complessivo della quota verr&agrave; ricalcolato tra i partecipanti.</div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Iscrizioni: </strong>presso sede CAI a partire da giovedi 15 luglio, con termine ultimo e improrogabile venerdi 20 agosto.<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; "><strong>Direttore di gita</strong>: Francesco Fracassi (tel. 0575 908433 / 349 7162617)</div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; ">N.B. La <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">Sezione</a> non si assume nessuna responsabilit&agrave; per eventuali danni arrecati a cose e/o persone durante lo svolgimento della gita.<span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span> <span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"> </span></div>]]></content:encoded>
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		<title>Comunicazioni Gite</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 12:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono ancora aperte le prenotazioni per la gita alle Egadi &#160; La gita &#34;al chiaro di luna&#34; &#232; stata rinviata al 10 luglio per motivi meteo e ha cambiato nome: &#34;gita sotto le stelle&#34;. Un astrofilo illustrer&#224; le costellazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><span style="font-size: 18px;">Sono ancora aperte le prenotazioni per la gita alle Egadi</span><br />
		&nbsp;</li>
<li><span style="font-size: 18px;">La gita &quot;al chiaro di luna&quot; &egrave; stata rinviata al 10 luglio per motivi <a href="http://www.caiarezzo.it/category/meteo">meteo</a> e ha cambiato nome: &quot;gita sotto le stelle&quot;. Un astrofilo illustrer&agrave; le costellazioni.<br />
		</span></li>
</ul>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Escursionismo: Sabato 26 e Domenica 27 Giugno 2010 Appennino Pavese: tra la Valle Staffora e la Val Trebbia</title>
		<link>http://www.caiarezzo.it/escursionismo/escursionismo-sabato-26-e-domenica-27-giugno-2010-appennino-pavese-tra-la-valle-staffora-e-la-val-trebbia</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 13:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Osservando una carta dell&#8217;Italia si nota che, apparentemente, soltanto due regioni sembrano poter vantare nel proprio territorio la contemporanea presenza delle Alpi e degli Appennini: Piemonte e Liguria, ove al primo compete, oltre a un largo tratto della catena alpina, il versante settentrionale dell&#8217;Appennino Ligure, e alla seconda, oltre appunto il medesimo tratto appenninico, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img align="left" alt="" height="188" src="http://www.scuolanelweb.it/acqua/Pagine/Dissesto/immagini/img3.jpg" width="250" /><span style="font-size: 14px;">Osservando una carta dell&rsquo;Italia si nota che, apparentemente, soltanto due regioni sembrano poter vantare nel proprio territorio la contemporanea presenza delle Alpi e degli Appennini: Piemonte e Liguria, ove al primo compete, oltre a un largo tratto della catena alpina, il versante settentrionale dell&rsquo;Appennino Ligure, e alla seconda, oltre appunto il medesimo tratto appenninico, la parte iniziale della catena alpina dove prende il nome di Alpi Marittime. In realt&agrave;, a ben vedere, una terza regione condivide questo privilegio; si tratta della Lombardia che, in aggiunta alle sue ben note Alpi e Prealpi, si spinge con il suo estremo lembo meridionale, conosciuto come &ldquo;Oltrep&ograve; Pavese&rdquo;, a toccare una piccola ma significativa porzione di Appennino che, pur rientrando nella pi&ugrave; generale definizione di Ligure, pu&ograve; a ben diritto definirsi anche come, appunto, Pavese.<br />
	Pur senza contare vette imponenti, queste montagne si presentano in genere ammantate di faggete che lasciano scoperte le zone sommitali, prative e ricche di fiori alpini; lungo i crinali correvano storiche vie di comunicazione da e per la Liguria (le &ldquo;vie del sale&rdquo;) e da essi si possono oggi godere vasti panorami che spaziano dall&rsquo;arco alpino all&rsquo;Appennino e fino al mare. &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	<strong>PROGRAMMA&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	<strong>Sabato 26 giugno</strong><br />
	Partenza da Arezzo in autobus alle 5.45 da Piazza Giotto (dietro la chiesa poich&eacute; c&rsquo;&egrave; il mercato) e alle 6.00 da Piazza G. Monaco.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	In autostrada raggiungiamo Voghera e da qui iniziamo a risalire la valle percorsa dal torrente Staffora, in bel paesaggio, fino a raggiungere il paese di Varzi; qui faremo una breve sosta per visitare il suggestivo antico borgo medioevale fortificato, con vie strette, bassi portici, torri e sottopassaggi.<br />
	Ripreso il pullman cominciamo a salire su strada sempre pi&ugrave; panoramica fino a raggiungere il Passo Scapa-<br />
	rina (quota m. 1108), sulle pendici del Monte Penice, da dove avr&agrave; inizio l&rsquo;escursione a piedi.&nbsp; <br />
	Si imbocca un sentiero che segue il crinale tra Valle Staffora e Val Trebbia, sul confine tra Lombardia ed Emilia, e sale ripidamente attraversando dapprima pascoli e poi fitte pinete fino a raggiungere, dopo circa un&rsquo;ora e trenta di cammino (dislivello in salita m. 360 ca.), la panoramicissima vetta del Monte Penice (m. 1460), sulla quale, oltre purtroppo a numerosi ripetitori, sorge il Santuario di Santa Maria.<br />
	Le fonti storiche attestano che in questo luogo la Madonna &egrave; venerata da almeno 1350 anni per una promessa fatta da San Colombano alla regina longobarda Teodolinda, e nell&rsquo;XI secolo troviamo il santuario gi&agrave; nelle dimensioni attuali. Per molti secoli appartenne alla propriet&agrave; del Monastero di San Colombano a Bobbio, per poi passare alla Diocesi nel XIX secolo. Ristrutturato completamente in anni recenti, nel 2009 l&rsquo;interno &egrave; stato decorato con suggestive e preziose icone orientali.<br />
	Fatta la visita, si ridiscende per lo stesso itinerario al Passo Scaparina da dove, ripreso il pullman, attraversiamo il paese di Brallo di Pregola, rinomata localit&agrave; di villeggiatura, e raggiungiamo, nei pressi della frazione di Corbesassi, in localit&agrave; Piani di Lesima a quota m. 1250, l&rsquo;Agriturismo &ldquo;Sulla via del sale&rdquo; (il nome indica appunto che si trova su un&rsquo;antica via di comunicazione con la Liguria) che ci ospiter&agrave; per la cena e il pernottamento.&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	<strong>Domenica 27 giugno&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
	Anello del Monte Lesima<br />
	Dall&rsquo;agriturismo si raggiungono i Piani di Propongo da dove si percorre in direzione nord-ovest una strada sterrata fino ad incontrare la provinciale Brallo- Passo del Giov&agrave; in corrispondenza di una sella (m. 1358).<br />
	In questo tratto sul fianco sinistro della strada sono visibili gli strati rocciosi della formazione geologica detta &ldquo;calcari di Monte Antola&rdquo;. Arrivati alla sella si prende una traccia di sentiero che percorre quasi integralmente tutto il crinale spartiacque tra la Valle Staffora (a destra) e la Val Trebbia (a sinistra). Camminando tra il bosco e una serie di belle radure si raggiunge il Monte Terme (m. 1490), dal quale si ha una bella vista del M. Lesima e di tutto il resto del tracciato.&nbsp; Da qui, camminando prevalentemente su prati, si sale sul crinale che alterna ripidi pendii erbosi a terrazzi molto panoramici, fino al Monte Tartago (m. 1688), all&rsquo;inizio della lunga cresta a saliscendi che conduce alla vetta. Si prosegue su questa superando qualche modesto cocuzzolo secondario fino a raggiungere la cima del Monte Lesima (m. 1724), segnata da una caratteristica cupola di un radar aereonautico e da una grossa croce metallica. Magnifico il panorama, specie verso sud, dove spicca il M. Alfeo. La vetta e i suoi immediati dintorni sono segnalati per la presenza dell&rsquo;Astragalus sirinicus, una delle piante pi&ugrave; rare dell&rsquo;Appennino. <br />
	La regione del Lesima ha visto nel 218 a.C. il passaggio dell&rsquo;esercito cartaginese; una leggenda vuole che in tale occasione il condottiero Annibale abbia riportato una ferita ad una mano (lesa manu) da cui il toponimo del monte, anche se appare pi&ugrave; realistica una derivazione da lesa, che nella parlata locale significa slitta.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	Dalla vetta si scende sul versante est della montagna, su ripido e sassoso sentiero; in questo tratto si incomincia a vedere chiaramente la ripida parete rocciosa del monte formata da tanti strati rocciosi di diverso spessore tipicamente alternati. Attraverso prati e boschi si scende in localit&agrave; Prato di Cavanna (m. 1370), dove si incontra la strada che da Corbesassi conduce a Zerba. La si segue in discesa, alternandola a qualche tratto di sentiero, e attraversando boschi e pinete, si torna al punto di partenza.<br />
	<strong>Lunghezza</strong>: km 11,5 ca.<br />
	<strong>Dislivello</strong>: m. 660 ca. in salita e in discesa<br />
	<strong>Tempo di percorrenza:</strong> ore 4.30 &ndash; 5.00 (soste escluse)<br />
	<strong>Difficolt&agrave;</strong>: E&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	Tornati all&rsquo;agriturismo, si prender&agrave; la via del ritorno dirigendoci al Passo del Penice e da l&igrave; scendendo verso la Val Trebbia, conosciuta come una delle pi&ugrave; belle valli appenniniche. Se avremo rispettato i tempi, potremo fare una sosta a Bobbio, capoluogo della valle, pittoresca cittadina sede della storica Abbazia di San Colombano.<br />
	Fondata nel VII secolo, appartenne ai Benedettini e fu importantissimo faro di cultura nel Medioevo. La chiesa attuale fu ricostruita nei secoli XV-XVII ma conserva il campanile romanico dell&rsquo;XI sec. Al suo interno vi sono resti del pavimento a mosaico del XII sec., due transenne di marmo finemente intrecciato del IX sec. e un bel coro intarsiato e intagliato della fine del Quattrocento.&nbsp;&nbsp; <br />
	Infine si raggiunge Piacenza e si riprende l&rsquo;autostrada per Arezzo, con arrivo previsto per le ore 21 circa salvo imprevisti di viaggio.&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	<strong>Equipaggiamento</strong>: l&rsquo;occorrente da media montagna con ricambio di indumenti, bastoncini da trekking e mantellina impermeabile. Portare il pranzo al sacco per i due giorni (in alternativa qualche panino per la domenica potr&agrave; essere acquistato presso l&rsquo;agriturismo).&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	<strong>Quota di partecipazione: &egrave; stabilita in &euro; 100,00 ( eventuali non soci &euro; 110,00 per coprire spese assicurative e di segreteria), comprensiva del viaggio a/r in pullman e della mezza pensione in agriturismo.</strong><br />
	Al momento dell&rsquo;iscrizione dovr&agrave; essere versata una caparra di &euro; 30,00 senza la quale l&rsquo;iscrizione stessa non sar&agrave; considerata valida.&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	<strong>Iscrizioni: presso la sede CAI a partire da gioved&igrave; 3 giugno e fino al termine ultimo di marted&igrave; 22 giugno.<br />
	Per motivi organizzativi la gita si effettuer&agrave; con un minimo di 16 e un massimo di 25 partecipanti.&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong><br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	<strong>Direttore di gita:</strong> Francesco Fracassi (tel. 0575 908433 / 349 7162617)</p>
<p>	N.B.&nbsp; La <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">Sezione</a> non si assume alcuna responsabilit&agrave; per eventuali danni arrecati a cose e persone durante lo svolgimento della gita</span><br />
	</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Escursionismo: GITA SOCIALE AL CHIARO DI LUNA DEL 19 GIUGNO 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 19:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[GITA SOCIALE AL CHIARO DI LUNA DEL 19 GIUGNO 2010 19/06/2010 &#8211; Partenza alle ore 17,00 dal piazzale dell&#8217;EUROPLEX (multisala) con mezzi propri per S. GIUSTINO VALDARNO &#8211; PRATOVALLE (MT. 558) La gita si apre il giorno 27 (GIOVEDI&#8217;) MAGGIO 2010 e si chiude il 17 giugno 2010. Inizio escursione verso le ore 17,45 dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img align="left" alt="" height="263" src="http://www.icbisuschio.it/med_bisuschio/poesie 07/luna.jpg" width="250" /><strong>GITA SOCIALE AL CHIARO DI LUNA DEL 19 GIUGNO 2010</strong></p>
<p>	19/06/2010 &ndash; Partenza alle ore 17,00 dal piazzale dell&rsquo;EUROPLEX (multisala) con mezzi propri per S. GIUSTINO VALDARNO &ndash; PRATOVALLE (MT. 558)</p>
<p>	La gita si apre il giorno 27 (GIOVEDI&rsquo;) MAGGIO 2010 e si chiude il 17 giugno 2010. </p>
<p>	Inizio escursione verso le ore 17,45 dal sentiero 39 da Pratovalle che, dopo una breve salita, passando in mezzo ai castagni poi in discesa, si raggiunge il borro borronaccio che si attraversa con un ponticello ad arco in muratura. Dopo il ponte si riprende a salire fra castagni e cerri fino alla pista forestale dove, girando a sinistra si prosegue per vie panoramiche sul valdarno verso Vallucello (mt. 684).<br />
	All&rsquo;incrocio con il sentiero 49 si devia a destra verso l&rsquo;Anciolina (mt. 933) ricominciando a salire tra castagni e rade querce. Si esce dal bosco all&rsquo;altezza delle prime case del paese verso le ore 20,30/21, dove ci aspetta una merendissima con pane, formaggio, salame, prosciutto, acqua e vino alla bottega di l&rsquo;Anciolina.<br />
	Dopo la merenda si riprende la strada per Pratovalle riprendendo il sentiero 49 per un piccolo tratto e, dopo una breve strada asfaltata ci immettiamo nella pista forestale fino ad incrociare di nuovo il sentiero 39 per Faeto &#8211; Pratovalle.&nbsp; </p>
<p>	Il percorso non presenta nessuna difficolt&agrave; e si svolge per pi&ugrave; tratti in carrareccia. <br />
	Dislivello in salita e in discesa circa 450 mt. Lunghezza 15 Km. circa<br />
	Abbigliamento idoneo ed adatto al luogo ed alla stagione. Ricordarsi di portare la pila.&nbsp; <br />
	</span><br />
	<span style="font-size: 16px;">I partecipanti, preso atto delle difficolt&agrave; che l&rsquo;escursione (non) comporta, esonerano la <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">sezione</a> e l&rsquo;accompagnatore da qualsiasi responsabilit&agrave; per incidenti che dovessero accadere. <br />
	&nbsp; <br />
	<strong>Quota a persona</strong>: socio &euro; 10,00<br />
	<strong>Quota a persona:</strong> non socio &euro; 15,00</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Escursionismo: 13 giugno 2010 VIA FRANCIGENA</title>
		<link>http://www.caiarezzo.it/escursionismo/escursionismo-13-giugno-2010-via-francigena</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 11:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[13 giugno 2010&#160;&#160;&#160;&#160; VIA FRANCIGENA &#160; Passo della Cisa &#8211; Pontremoli L&#8217;escursione ripercorre i tratti storici della celebre via Francigena che dalla lontana Inghilterra attraverso la Francia conduceva, traversate Alpi ed Appennino, alla Roma dei Papi.&#160;&#160; Come Sezione dopo aver pi&#249; volte seguito i selciati della Francigena (ricordo Val d&#8217;Orcia e Acquapendente-Bolsena-Viterbo in 2 tappe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img align="left" alt="" height="167" src="http://sandrore.files.wordpress.com/2008/12/via-francigena-sign1.jpg" width="250" /></strong></p>
<p><strong>13 giugno 2010&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; VIA FRANCIGENA &nbsp;</strong><br />
	Passo della Cisa &#8211; Pontremoli </p>
<p>	L&rsquo;escursione ripercorre i tratti storici della celebre via Francigena che dalla lontana Inghilterra attraverso la Francia conduceva, traversate Alpi ed Appennino, alla Roma dei Papi.&nbsp;&nbsp; Come <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">Sezione</a> dopo aver pi&ugrave; volte seguito i selciati della Francigena (ricordo Val d&rsquo;Orcia e Acquapendente-Bolsena-Viterbo in 2 tappe (qualche anno fa) questa volta percorreremo l&rsquo;inizio del tratto toscano, che dalla Cisa scende a Pontremoli. Un percorso che nel 2009 &egrave; stato rilanciato con nuova segnaletica da parte della regione Toscana.<br />
	Dal Passo della Cisa si arriva su sentieri al Passo del Righetto dove, incrociata la statale,inizia una ripida e impegnativa discesa fino a Groppoli. Una lunga salita, dopo aver attraversato i borghi di Groppodalosio, Casalina e Topelecca, porta al Passo della Crocetta. Da qui una mulattiera scende fino ad Arzengio ed in breve si raggiunge l&#39;affascinante Pontremoli, sorta tra due corsi d&#39;acqua e caratterizzata dal gran numero di ponti. In questa tappa non sono presenti tratti pericolosi in promiscuit&agrave; con il traffico.<br />
	*&nbsp;&nbsp; Saremo accompagnati da amici della <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">Sezione</a> Cai di Pontremoli.</p>
<p>	L&rsquo;intero percorso come si vede presenta una lunghezza tale che richiede oltre 5 ore di cammino, considerando che per 3/5 si presenta in discesa tra mulattiere in parte selciate e comunque costeggiate spesso da muri in pietra .<br />
	La gita come facile immaginare, richiede una piccola levataccia, che consentir&agrave; al gruppo anche una sosta per il caff&egrave; all&rsquo;Autogrill di Montecatini e sicuramente di anticipare il traffico dei fiorentini diretti al mare&hellip;.<br />
	<strong><br />
	Lunghezza Totale (km): </strong>19.4&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tempo di percorrenza a piedi (ore. min): 5,40<br />
	<strong>Dislivello in salita (m):</strong> 527&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dislivello in discesa (m): 1327<br />
	<strong>Quota massima (m):</strong> 1108&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Difficolt&agrave;: EE (per la lunghezza complessiva)<br />
	Strade: 16%&nbsp;&nbsp;&nbsp; Strade sterrate e carrarecce: 29%&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mulattiere e sentieri: 55%<br />
	(in caso di <a href="http://www.caiarezzo.it/category/meteo">meteo</a> avverso il percorso pu&ograve; essere abbreviato) </p>
<p>	<strong>ORARI:</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Partenza da Arezzo con Bus Sita&nbsp; : Piazza Giotto &hellip;&hellip;. ore&nbsp; 5,00<br />
	Piazza G.Monaco&hellip;.ore 5. 10<br />
	Rientro previsto per le ore 22,30<br />
	<span style="font-size: 16px;"><strong><br />
	Quota di partecipazione :&nbsp; </strong></span><span style="font-size: 16px;"><strong><br />
	Soci 22,00 &euro;, <br />
	Non soci 27,00&euro;, <br />
	Giovani 19,00&euro;,<br />
	( la gita verr&agrave; effettuata con un minimo di 35 e max 52&nbsp; partecipanti) .<br />
	<span style="color: rgb(255, 0, 0);">Iscrizioni a decorrere dal 25 maggio e comunque entro l&rsquo;8 giugno pv.</span><br />
	Direttore di Gita : Raul De Sanctis </strong></span></p>
<p>	<strong>&ldquo;VOCABOLARIO MINIMO&rdquo;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; DEI LUOGHI</strong><br />
	<strong>LE MAEST&Agrave;:</strong> sicuramente la costante artistica tipica di questo percorso, nonch&eacute; ulteriore testimonianza dei traffici che si svolgevano su di esso, &egrave; la &ldquo;Maest&agrave;&rdquo;. Si tratta di una lastra di marmo bianco di Carrara, scolpita con soggetti religiosi vari, che il viaggiatore incontra nei luoghi pi&ugrave; diversi di qua e di l&agrave; del Passo della Cisa. Segno di devozione popolare, la si ritrova principalmente murata sulle case o sopra le fontane; ma sovente anche in piccole edicole di pietra isolate lungo i sentieri o nei campi. Queste formelle venivano realizzate da scalpellini girovaghi, secondo le richieste dei committenti, partendo da lastre gi&agrave; in parte sbozzate e quindi rifinite sul posto.<br />
	<strong>I BORGHI :</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lungo il percorso si incontra il suggestivo borgo di Groppoli, impreziosito da &ldquo;maest&agrave;&rdquo; ed esempi di architettura rurale, che precede l&rsquo;impegnativo guado del Torrente Civasola (ora messo in sicurezza con la posa di una fune di sostegno); poi si risale verso il borgo di Previde, con peculiarit&agrave; simili a Groppoli ed infine a Groppodalosio Inferiore. Qui, dopo aver attraversato il borgo, si supera il fiume Magra attraverso lo splendido ponte in pietra, ad arcata unica, risalente al Trecento e si entra in un castagneto. Si segue il sentiero segnalato per giungere a Casalina, dove si possono ammirare diversi esempi di &ldquo;maest&agrave;&rdquo; e, superato il paese, un antico mulino ad acqua (da un apertura a destra si possono vedere anche le pale della ruota). Superato il cimitero si raggiunge Topelecca per strada sterrata, attraversando due fossi su altrettanti ponti in pietra di buona fattura.<br />
	<strong>I PONTI:</strong>&nbsp;&nbsp; superare i corsi d&rsquo;acqua &egrave; da sempre uno dei problemi principali per chi viaggia, ma non sempre c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; di guadare e allora l&rsquo;abilit&agrave; dell&rsquo;uomo (spesso aiutato dal diavolo!!) ha permesso la costruzione di manufatti, anche molto arditi, per consentire il transito. Moltissimi saranno i ponti, anche storici, che il viaggiatore incontrer&agrave; nel cammino. Il ponte dopo Groppodalosio Inferiore &egrave; un bellissimo esempio medioevale di ponte &ldquo;a schiena d&rsquo;asino&rdquo; cio&egrave; un ponte ad arco unico che, partendo da strutture massicce sulle due rive, prosegue obliquamente verso il centro e verso l&rsquo;alto fino ad incontrarsi ad un livello pi&ugrave; elevato rispetto ai punti di partenza.<br />
	<strong>I PANORAMI&nbsp;</strong>&nbsp; Superato il paese di Topelecca si sale sempre per sentiero, attraversando un altro bel ponte sul torrente Borgese, ed arrivando infine al Passo della Crocetta.&nbsp; Da questo luogo si gode un panorama mozzafiato sulla Lunigiana e sulla strada che ancora aspetta il viaggiatore. Inoltre qui si trova una piccola cappelletta impreziosita da una &ldquo;maest&agrave;&rdquo; che funziona come punto d&rsquo;arrivo dell&rsquo;impegnativa Via Crucis che sale da Arzengio. La si segue al contrario in discesa e, fin da subito, si nota la buona qualit&agrave; della massicciata che favorisce il cammino ed ovviamente le croci con rilievi bronzei che segnalano le stazioni della Via Crucis. Giunti ad Arzengio si possono apprezzare alcune belle &ldquo;maest&agrave;&rdquo;, poi si scende per sentiero e per strada asfaltata sino a ricongiungersi alla Statale della Cisa presso un vecchio ospedale; la si imbocca a sinistra e si percorrono poche centinaia di metri, infine la si abbandona per prendere la via originale lastricata che, attraverso l&rsquo;ingresso di Porta Parma, immette nel cuore antico della citt&agrave; di Pontremoli sotto l&rsquo;occhio vigile del Castello del Piagnaro.<br />
	<strong>PONTREMOLI:</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp; la Puntremel di Sigerico, la citt&agrave; del Premio Bancarella, ma soprattutto la citt&agrave; delle misteriose statue-stele, conservate nel museo che valorizza ulteriormente l&rsquo;antica fortezza del Piagnaro; costruita intorno al Mille in posizione strategica. Pontremoli vanta anche un ricco centro storico fatto di torri, di chiese e soprattutto di ponti, a ricordare l&rsquo;importanza viaria di questa citt&agrave; che, ovviamente, era ricca anche di luoghi di sosta per pellegrini e viaggiatori in genere. Simbolo del pellegrinaggio un Labirinto scolpito nell&rsquo;arenaria (XII sec.) conservato nella chiesa di San Pietro.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Rinvio Gita Isola Palmaria</title>
		<link>http://www.caiarezzo.it/escursionismo/rinvio-gita-isola-palmaria</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 13:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[AL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL CLUB ALPINO ITALIANO&#160; SEZIONE DI AREZZO ALLA COMMISSIONE&#160; ESCURSIONISMO &#160; AI SOCI INTERESSATI CAUSA DIFFICOLTA&#8217; TECNICHE CONNESSE CON IL MALTEMPO, LA GITA ALL&#8217;ISOLA PALMARIA DEL 16 MAGGIO 2010 E&#8217; SPOSTATA&#160; A&#160; DOMENICA&#160;&#160; 6&#160; GIUGNO&#160; STESSO PROGRAMMA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;">AL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL CLUB ALPINO ITALIANO&nbsp; <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">SEZIONE</a> DI AREZZO</p>
<p>	ALLA COMMISSIONE&nbsp; <a href="http://www.caiarezzo.it/category/escursionismo">ESCURSIONISMO</a><br />
	&nbsp; <br />
	AI SOCI INTERESSATI</p>
<p>	CAUSA DIFFICOLTA&rsquo; TECNICHE CONNESSE CON IL MALTEMPO,</p>
<p>	LA GITA ALL&rsquo;ISOLA PALMARIA DEL 16 MAGGIO 2010 </p>
<p>	E&rsquo; SPOSTATA&nbsp; A&nbsp; DOMENICA&nbsp;&nbsp; 6&nbsp; GIUGNO&nbsp; </p>
<p>	STESSO PROGRAMMA<br />
	</span></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Escursionismo: 2-6 giugno 2010 ESCURSIONE IN VAL MAIRA</title>
		<link>http://www.caiarezzo.it/escursionismo/escursionismo-2-6-giugno-2010-escursione-in-val-maira</link>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 14:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo 4 anni la sezione ha programmato una nuova visita riservata ai soci CAI in Val Maira.&#160; La valle, che si trova nelle Alpi Cozie meridionali (provincia di Cuneo), &#232; percorsa da un&#8217;intensa rete di sentieri fra boschi di mezza costa che hanno visto per secoli il passaggio di viaggiatori, mercanti e pellegrini. Qui la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><img width="300" height="164" align="left" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/43/Alta_Val_Maira.jpg" alt="" />Dopo 4 anni la <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">sezione</a> ha programmato una nuova visita riservata ai soci CAI in Val Maira.&nbsp; <br />
La valle, che si trova nelle Alpi Cozie meridionali (provincia di Cuneo), &egrave; percorsa da un&rsquo;intensa rete di sentieri fra boschi di mezza costa che hanno visto per secoli il passaggio di viaggiatori, mercanti e pellegrini.<br />
Qui la natura &egrave; assoluta con torrenti, cascate, laghetti e, dominante il tutto, la spettacolare Rocca Provenzale, solitaria e misteriosa.<br />
Per l&rsquo;intero periodo ci accompagner&agrave; il Dr Enrico Collo, vice presidente della <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">sezione</a> CAI di Dronero (CN), il quale &egrave; laureato in geologia, &egrave; operatore naturalistico del CAI, accompagnatore naturalistico della Regione Piemonte ed esperto conoscitore di mitologia e astronomia.<br />
Per chi desiderasse ulteriori informazioni consultare il sito <a href="http://www.naturaoccitana.it">www.naturaoccitana.it</a><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; <br />
<strong>Programma:<br />
</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
<strong>2 giugno</strong><br />
Partenza da Arezzo alle ore 6 (piazza Giotto) e 6.10 (piazza G. Monaco) con arrivo nel pomeriggio a Villar Costanzo. Visiteremo la Riserva naturale dei Ciciu di Villar che tende a valorizzare forme simili a funghi o pupazzi stilizzati (ciciu in piemontese). Il nome scientifico di queste formazioni &egrave; invece piramidi di terra e&nbsp; la loro unicit&agrave; risiede nell&rsquo;ambiente di formazione che le ha generate. <br />
Successivamente proseguiremo per il paese di&nbsp; Acceglio (m. 1200), nostra base, dove saremo sistemati all&rsquo;albergo Londra. in mezza pensione.</p>
<p><strong>3 giugno</strong><br />
A seconda della situazione di innevamento si offrono tre possibilit&agrave; di escursione:&nbsp; <br />
al Colle Maurin confinante con la Francia (m. 2637), Lago Marinet e Laghi di Roure, circa 1000 m. di salita per&nbsp; circa 20 km A/R,&nbsp; partendo dalla frazione di Chiappera <br />
oppure al monte Chersogno (m. 3026) partendo da Elva con un dislivello in salita di circa 1350 m. per circa 21 km A/R<br />
ovvero cascate di Stroppia e Lago dei 9 colori con un dislivello di circa 1300 m.&nbsp; per&nbsp; circa 20 km A/R</p>
<p><strong>4 giugno<br />
</strong>Giornata leggera con visita al sentiero dei ciclamini a Macra e pranzo in locanda a Camoglieres (non compreso nel prezzo). Chi lo desidera ed ha gi&agrave; esperienza di ferrate pu&ograve; affrontare la ferrata di Camoglieres (circa 3 ore classificata D = difficile) portandosi quindi da Arezzo il necessario set completo da ferrata e avvisando al momento della prenotazione. Ci dicono che si possono anche affittare a&nbsp; proprie spese i completi da ferrata nella vicina locanda.<br />
Chi non fa la ferrata percorrer&agrave; un sentierino fino alla Crocetta soprana (circa 350 m. di salita) dove rincontreremo gli eventuali ferratisti che saranno visibili durante la salita.<br />
<strong><br />
5 giugno</strong><br />
Al Colle della Maddalena (m. 1996) partendo dalle sorgenti del fiume Maira a quota m. 1650 circa,&nbsp; passando per il lago Visaisa, lago Apsoi, colle delle Munie (m. 2531 punto pi&ugrave; alto), Lago de la Reculaye&nbsp; e arrivo al colle da dove il pullman ci riporter&agrave; ad Acceglio (Dislivello 1000 m. circa per km. 22 circa) <br />
<strong><br />
6 giugno&nbsp; </strong><br />
La mattina faremo un sentiero sul versante a nord da Chiappera fino a Ponte Maira: tutto in discesa, soleggiato e molto panoramico; in base all&rsquo;ora di arrivo a Ponte Maira si pu&ograve; proseguire lungo una pista forestale che costeggia il fiume fino ad Acceglio, oppure possiamo richiamare il pullman a venirci a prendere. Nel pomeriggio partenza per Arezzo.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
<strong>RACCOMANDAZIONI:&nbsp;&nbsp;</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
Le escursioni in programma non presentano difficolt&agrave; particolari seppur presuppongano un allenamento quantomeno discreto.<br />
Indispensabile abbigliamento da montagna (pile, maglioni, giacca a vento, mantella impermeabile, calzettoni da trekking, guanti e berretta di pile o lana, ghette ecc.)&nbsp; nonch&eacute; appositi scarponi da trekking (le scarpette NON vanno bene!).&nbsp; Sono raccomandati i bastoni telescopici dato che potremmo incontrare dei nevai. Per chi fa la ferrata portare&nbsp; il relativo set completo&nbsp; </p>
<p><strong>Prezzi</strong><br />
I seguenti prezzi includono&nbsp; la mezza pensione (colazione e cena con acqua a pasto), il viaggio A/R e l&rsquo;accompagnamento:<br />
- in camera singola &euro;&nbsp; 450&nbsp; (numero limitato di camere)<br />
- in camera doppia&nbsp; &euro; 400<br />
- in camera tripla&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &euro; 380 <br />
purch&eacute; si raggiungano almeno 15 iscritti.&nbsp; Se si rendesse necessario conguaglio&nbsp; del prezzo&nbsp; gli iscritti ne verranno tempestivamente informati.</p>
<p>Quanto al cestino per il mezzogiorno, ad Acceglio vi sono negozi dove &egrave; possibile procurarselo e anche il nostro albergo su richiesta pu&ograve; provvedervi. </p>
<p><strong>Le iscrizioni si aprono gioved&igrave; 22 aprile e si chiudono il 18 maggio.</strong><br />
L&rsquo;iscrizione pu&ograve; essere accettata solo con contestuale versamento di caparra di&nbsp; &euro; 190 eventualmente rimborsabile solo previo recupero e deduzione dei maggiori costi causati alla comitiva.</p>
<p><strong>Organizzatore:</strong> V. Nocentini , tel.0575-900718, e-mail valdno@tin.it&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
</font></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>29 MAGGIO 2010 ISOLA DI GORGONA ARCIPELAGO TOSCANO</title>
		<link>http://www.caiarezzo.it/escursionismo/29-maggio-2010-isola-di-gorgona-arcipelago-toscano</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 19:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Isola di Gorgona (comune di Livorno) &#232; la pi&#249; piccola del Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano; lunga km.3, larga km.2, altitudine massima m.255, distanza dalla costa Km.37, 50 residenti circa, deriva il suo nome dal greco &#8220;GORGO&#8217;NA&#8221; che significa &#8220;sirena&#8221;; anticamente era chiamata anche Marmorica. E&#8217; al 90 per cento montuosa con la tipica vegetazione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3"><img width="250" height="146" align="left" src="http://www.santegidio.org/immagini/varie/gorgona.jpg" alt="" />L&#8217;Isola di Gorgona (comune di Livorno) &egrave; la pi&ugrave; piccola del Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano; lunga km.3, larga km.2, altitudine massima m.255, distanza dalla costa Km.37, 50 residenti circa, deriva il suo nome dal greco &ldquo;GORGO&#8217;NA&rdquo; che significa &ldquo;sirena&rdquo;; anticamente era chiamata anche Marmorica. E&#8217; al 90 per cento montuosa con la tipica vegetazione della macchia mediterranea.</font></p>
<p><font size="3">Abitata anticamente dagli Etruschi e poi dai Romani, nel 416 era sede di eremiti, nel 591 l&#8217;abate Orosio vi fond&ograve; un monastero, nella cui chiesa erano venerate le reliquie di San Gorgonio; nel 1374 l&#8217;isola &egrave; abitata dai Certosini; nel 1421 passa a Firenze, ma a seguito di incursioni barbaresche venne abbandonata nel 1425; successivamente ripopolata e resa pi&ugrave; sicura nel 1704 Cosimo III la restitu&igrave; alla Certosa di Calci, ma fu di nuovo abbandonata e resa al Granduca Pietro Leopoldo che cerc&ograve; nuovamente di ripopolarla esentando dalle tasse i pescatori. Nel 1723 venne ricostruita la Chiesa di San Gorgonio e divenne parrocchia. L&#8217;isola &egrave; citata da Dante insieme a Capraia nel XXXIII Canto dell&#8217;Inferno, quando il poeta narra le vicende di Ugolino della Gherardesca, rinchiuso dai Pisani in una torre insieme ai figli fino a farli morire di fame. Dal 1869 l&#8217;isola &egrave; sede di una colonia penale e i detenuti svolgono varie mansioni nel territorio come agricoltura, pastorizia, artigianato, carpenteria etc.; essi&nbsp; possono muoversi per questi lavori in ogni parte dell&#8217;isola sempre sotto sorveglianza. Tutto questo comporta per noi il rispetto di alcune regole che vedremo pi&ugrave; avanti.</font></p>
<p><strong><font size="3">Programma:</font></strong><br />
<font size="3">- <strong>Partenza </strong>ore 5,00 da P.za Giotto, ore 5,05 da P.za G.Monaco.</font><br />
<font size="3">- <strong>Ritrovo </strong>alle ore 8,00 al Porto Mediceo di Livorno/Cala dei&nbsp; </font><font size="3">Medici di Rosignano Solvay per la consegna dei documenti di&nbsp; </font><font size="3">identit&agrave; in corso di validit&agrave;.</font><br />
<font size="3">- <strong>Partenza </strong>alle ore 8,30 con motonave &ldquo;Rais del&nbsp; Golfo&rdquo;.</font><br />
<font size="3">- <strong>Arrivo </strong>all&#8217;Isola di Gorgona dopo circa un&#8217;ora e mezzo di</font><font size="3"> navigazione, sbarco e consegna&nbsp; dei documenti.</font></p>
<p><font size="3">L&#8217;escursione (Km. 6,5 circa), piacevole passeggiata fra la pineta e la macchia mediterranea accompagnata da esperte guide&nbsp; ambientali, si svolge lungo un percorso medio-facile, noto e sicuro che permette ai visitatori di osservare e conoscere i principali aspetti di interesse naturalistico, storico e sociale dell&#8217;isola, il Villaggio dei Pescatori, le tracce della presenza umana in Gorgona dalla preistoria ai giorni nostri, l&#8217;Azienda agricola di Villa Margherita con le attivit&agrave; realizzate da detenuti, agenti e responsabili di settore, l&#8217;imponente Fortezza della Torre Vecchia, tra le pi&ugrave; belle e pi&ugrave; antiche fortificazioni dell&#8217;Arcipelago, le selvagge costiere di Cala&nbsp; Maestra.</font><br />
<font size="3">Sosta per la degustazione di prodotti locali lungo l&#8217;itinerario di visita (latticini, formaggi, prodotti da forno tipo schiacciate, focaccie ecc. sufficienti per il ns. pranzo).</font><br />
<font size="3">Eventuale sosta per il bagno al ritorno al Villaggio di Cala dello Scalo(salvo diversa disposizione Amm.ne Penitenziaria).</font><br />
<font size="3">Seguir&agrave; la restituzione dei documenti e l&#8217;imbarco per il rientro al Porto di Livorno circa le ore 18,30. L<strong>&#8216;arrivo ad Arezzo con l&#8217;autobus &egrave; previsto circa le ore 21,00.</strong></font></p>
<p><strong><font size="3">NORME E CONSIGLI PER LA VISITA:</font></strong><br />
<font size="3">In base a disposizioni trasmesse dall&#8217;Amm.ne Penitenziaria i visitatori non possono:</font><br />
<font size="3">- Allontanarsi mai dal gruppo in visita.</font><br />
<font size="3">- Portare sull&#8217;isola coltelli, coltellini da campo, etc.(che</font> <font size="3">saranno consegnati alla Amm.ne Penitenziaria.</font><br />
<font size="3">- Recare con s&eacute; apparecchi fotografici e telefoni cellulari(che</font> <font size="3">saranno consegnati alla Amm.ne Penitenziaria.</font><br />
<font size="3">- Intrattenere conversazione con i signori detenuti.</font><br />
<font size="3">- Raccogliere o danneggiare esemplari della flora, della fauna,</font> <font size="3">di rocce e minerali. </font><br />
<strong><font size="3"><br />
Si consigliano inoltre i visitatori di:</font></strong><br />
<font size="3">- Indossare abbigliamento idoneo e calzature adeguate (si</font><br />
<font size="3">&nbsp; consigliano scarpe da trekking e cappellino).</font><br />
<font size="3">- Premunirsi di una scorta d&#8217;acqua.</font><br />
<font size="3">- Utilizzare crema protettiva.</font><br />
<font size="3">- Portare un binocolo.</font><br />
<font size="3">I visitatori sono inoltre pregati di riportare sul continente i propri rifiuti.</font><br />
<strong><font size="3">Quote di partecipazione:</font></strong><br />
<font size="3"><strong>Adulti&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong>&euro; 90,00</font><br />
<font size="3"><strong>Bambini </strong>fino a 12 anni&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &euro; 60,00(con min.di 35 adulti paganti)</font><br />
<font size="3"><strong>Giovani </strong>da 12 a 18 anni&nbsp;&nbsp;&nbsp; &euro; 80,00</font></p>
<p><strong><font size="3">I non soci possono partecipare effettuando un versamento suppletivo di &euro; 5,00 per assicurazioni CAI e spese di segreteria.</font></strong></p>
<p><font size="3"><strong>La quota comprende:</strong> trasferimento autobus da AR-LI e vv., trasferimento per/da Isola Gorgona, servizio di guida ambientale per l&#8217;intera giornata, degustazione prodotti locali, omaggio della carta informativa dell&#8217;isola, assic. infortuni, assic. medico e bagaglio.</font></p>
<p><strong><font size="3">Le iscrizioni si aprono il 16 aprile con un acconto di &euro; 40,00 e si&nbsp; </font><font size="3">chiuderanno il giorno 11 maggio 2010 con il versamento a saldo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></strong></p>
<p>
<font size="3"><strong>Direttore di Gita</strong>: Eliseo Mazzi cell.340/6266734</font></p>
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		<title>DOMENICA 16 MAGGIO “ISOLA PALMARIA” LA SPEZIA &#8211; ISOLA PALMARIA &#8211; PORTOVENERE</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 15:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;estremit&#224; occidentale del Golfo della Spezia, di fronte al borgo di Portovenere, l&#8217;Isola Palmaria, con una superficie di 6,5 Km quadrati, &#232; la pi&#249; grande dell&#8217;arcipelago spezzino, comprendente anche le isole&#160; del Tino e Tinetto. Il versante settentrionale dell&#8217;isola &#232; ricoperto da una folta macchia mediterranea, e da boschi di pini e lecci, con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><img width="250" height="178" align="left" src="http://www.rivieraligure.it/images/citta/Portovenere_-_Isola_Palmaria_STD.jpg" alt="" />All&#8217;estremit&agrave; occidentale del Golfo della Spezia, di fronte al borgo di Portovenere, l&#8217;Isola Palmaria, con una superficie di 6,5 Km quadrati, &egrave; la pi&ugrave; grande dell&#8217;arcipelago spezzino, comprendente anche le isole&nbsp; del Tino e Tinetto.<br />
Il versante settentrionale dell&#8217;isola &egrave; ricoperto da una folta macchia mediterranea, e da boschi di pini e lecci, con un sottobosco di erica arborea. Il versante occidentale &egrave; invece dominato dalla falesia, la cui conformazione origina splendidi spettacoli naturali, con superbe scogliere, insenature e grotte. Tra queste, la &ldquo;Grotta Azzurra&rdquo;, cui si accede solo dal mare con la barca a remi, &egrave; certamente la pi&ugrave; suggestiva per i particolari riflessi, accentuati dall&#8217;acqua eccezionalmente cristallina.&nbsp; <br />
La &ldquo;Grotta dei Colombi&rdquo; rappresenta invece una delle principali testimonianze dell&#8217;et&agrave; preistorica in questo lembo di Liguria, ed &egrave; nota per i numerosi ritrovamenti, dal Paleolitico di oltre 12 mila anni fa, all&#8217;et&agrave; dei metalli (3000-2000 anni A.C.), che attestano la continuativa presenza dell&#8217;uomo preistorico fin da quando le tre isole erano unite alla terraferma. <br />
L&#8217;isola, inoltre, fu al centro di un&#8217; importante area di insediamenti monastici che si protrassero fino all&#8217;epoca delle incursioni&nbsp; saracene, nel XV secolo.<br />
&ldquo;Un sito culturale di eccezionale valore, dove l&#8217;uomo e la natura sono riusciti ad integrarsi perfettamente con un paesaggio affascinante e unico&rdquo;. Questa la motivazione con cui l&#8217;UNESCO, nel 1997, ha incluso nel patrimonio dell&#8217;umanit&agrave;&nbsp;&nbsp; l&#8217;isola Palmaria, insieme alle altre isole, Tino e Tinetto, a Portovenere e le Cinque Terre.&nbsp; </p>
<p><strong>Partenza da Arezzo, in autobus, al mattino alle ore 5,00 da Piazza Giotto .</strong><br />
Arrivo a La Spezia previsto per le ore ore 9,30 e imbarco sul battello per l&#8217;isola Palmaria dal Molo Italia alle ore 10,00.<br />
Dopo circa 30 minuti di tranquilla navigazione nel Golfo dei Poeti, sbarcheremo sull&#8217;isola Palmaria in localit&agrave; Terrizzo di fronte a Portovenere.<br />
Partiamo dal Terrizzo, proseguendo verso levante, su strada sterrata. Oltrepassato uno stabilimento balneare della Marina Militare, costeggiamo l&#8217;ottocentesco Forte Umberto I, vero capolavoro di architettura militare del periodo di Cavour, da cui si domina il braccio di mare antistante. Procedendo verso la Punta della Scola, lo sguardo si apre verso il mare, dove fa bella mostra di s&eacute;&nbsp; la seicentesca Torre Scola, caposaldo del sistema difensivo dell&#8217;antica repubblica genovese.<br />
Si continua verso Sud, con vista su Cala dello Schenello e Cala della Fornace, fino a raggiungere Punta Mariella, percorrendo un comodo sentiero, affiancato da cespugli&nbsp; di profumatissime ginestre dorate, cisti dalle vivaci fioriture e mirto dall&#8217;aroma penetrante.<br />
Saliamo quindi dolcemente e raggiunta la Casa del Roccio, ex postazione militare di fotoelettrica, ridiscendiamo verso il mare alla splendida Cala del Pozzale. Proseguiamo verso le antiche cave, oggi dismesse, di &ldquo;marmo portoro&rdquo;, dalle quali gi&agrave; in epoca romana si estraeva il prezioso marmo nero con striature dorate. <br />
Il panorama che qui si offre &egrave; unico e affascinante e abbraccia la prospicente Isola del Tino. Uno stretto braccio di mare separa la Palmaria dal Tino, isola pi&ugrave; piccola e meno elevata, sulla cui cima sorge il faro che indica ai naviganti l&#8217;avvicinarsi del golfo della Spezia. L&#8217;Isola del Tino &egrave; zona militare e su di essa l&#8217;accesso &egrave; consentito ogni anno, solamente il 13 settembre, in occasione della festa in onore di San Venerio, che qui visse gli ultimi anni della sua vita in eremitaggio, fino alla sua morte nel 630. Sulla costa settentrionale del Tino sorgono i resti del monastero edificato nell&#8217; XI secolo su un antico santuario costruito nel VII secolo nel luogo dove mor&igrave; il santo.<br />
Oltre il Tino si trova l&#8217;isolotto del Tinetto, spoglio di vegetazione, che conserva antiche testimonianze della presenza di comunit&agrave; religiose i cui ruderi risalgono al VI e XI secolo. <br />
Superate le cave il sentiero sale verso Ovest, giungendo nei pressi della famosa Grotta dei Colombi in una zona di costa a picco sul mare.<br />
Il sentiero continua a salire fra cespugli di ginestre finch&egrave;, giunti al capo dell&#8217;isola, si apre la stupenda prospettiva delle vicine isole del Tino e del Tinetto e della costa orientale del golfo, con panoramiche vedute sulle alte falesie del lato sud, luogo prediletto di nidificazione di molte variet&agrave; di gabbiani e dei rari marangoni dal ciuffo. Tra le fessure delle rocce fiorisce l&#8217;esclusivo fiordaliso di Portovenere.<br />
Nella sottostante Cala Grande si aprono diverse cavit&agrave;, in una delle quali sgorga una delle rarissime fonti naturali dell&#8217;isola.&nbsp; <br />
Il percorso prosegue in salita verso l&#8217;ampia sella tra il Forte Cavour, a destra, e la Batteria del Semaforo, a sinistra (185 m). <br />
Iniziamo quindi a ridiscendere in direzione della Punta Carlo Alberto, al margine&nbsp; occidentale dell&#8217;isola di fronte a Portovenere. Proseguendo la discesa e svoltando verso destra, il sentiero raggiunge la costa proprio di fronte alla chiesetta di San Pietro di Portovenere, sullo sfondo delle imponenti pareti calcaree del Muzzerone e della Castellana.. Da qui si transita lungo tutta la riva prospicente Portovenere fino a ricongiungersi al punto di partenza del Terrizzo.<br />
Durante il percorso,&nbsp; verso le ore 13,00 e in un luogo ritenuto convenientemente adeguato, verr&agrave; prevista una&nbsp; sosta per la consumazione del pranzo al sacco.<br />
Alle ore 15,00 (successivo ore 16,00 ) imbarco sul battello per essere traghettati in pochi minuti a Portovenere.<br />
Visita dell&#8217;antico borgo di Portovenere. Il Portus Veneris gi&agrave; citato da Plinio e annoverato negli itinerari marittimi romani. Fino al XV secolo fu l&#8217;ultimo fedele baluardo della repubblica genovese contro l&#8217;espansione della rivale Pisa, padrona dell&#8217;antistante Lerici. Portovenere ancora oggi incanta i visitatori con il suo fronte compatto di &ldquo;case fortezza&rdquo; dipinte a colori vivaci, con i suoi caratteristici &ldquo;carugi&rdquo; che ne attraversano il centro, con il suo poderoso castello e la meravigliosa chiesetta di San Pietro, arroccata in punta ad un promontorio roccioso a picco sul mare. <br />
Alle ore 17,00 ci incammineremo per raggiungere il nostro autobus all&#8217;apposito parcheggio (se non potr&agrave; venire a prelevarci direttamente a Portovenere).<br />
<strong>Alle ore 17,30&nbsp; partenza per Arezzo.</strong><br />
<strong>Arrivo ad Arezzo previsto per le ore 21,00 circa ,</strong> in relazione al traffico dell&rsquo;autostrada.</p>
<p><strong>Dislivelli e tempi:</strong> (Isola Palmaria) salita e discesa mt. 185,&nbsp; ore cammino 4,30.<br />
<strong>Attrezzatura: </strong>normale attrezzatura da <a href="http://www.caiarezzo.it/category/escursionismo">escursionismo</a>, abbigliamento e calzature adeguate alla stagione.&nbsp; <br />
<strong>Quota di partecipazione:&nbsp; </strong><br />
Euro 25,00 se si utilizza bus da 2 piani ( 85 posti ) <br />
Euro 28,00 se si conferma bus da 50 posti.<br />
Da pagare all&rsquo;atto dell&rsquo;iscrizione &euro; 25,00 , da saldare eventuale conguaglio in bus. <br />
La quota &egrave; comprensiva del biglietto per il battello da La Spezia alla Palmaria e ritorno dalla Palmaria a Portovenere.<br />
Per i non soci &egrave; prevista come da Regolamento la quota aggiuntiva di&nbsp; + &euro; 5,00.<br />
Per i soci giovani&nbsp; ( fino al compimento del 18&deg; anno) si effettua uno sconto di -&nbsp; &euro; 3,00.<br />
<strong>La gita si effettuer&agrave; con&nbsp; un minimo di 40 partecipanti per il bus da 50&nbsp; e&nbsp; minimo 69 per il bus a&nbsp;&nbsp; 2 piani Iscrizioni: presso Sede CAI da gioved&igrave; 25 marzo.Le iscrizioni da 50 a 68 sono accolte con riserva.</strong><br />
Con buona probabilit&agrave;, compatibilmente ai suoi impegni, parteciper&agrave; alla gita Romano Trapolin, esperto di fotografia, che potr&agrave; darci qualche suggerimento sulle bellissime inquadrature (panorami, calette, isole) e sugli scorci dei caratteristici &ldquo;carugi&rdquo; del borgo antico di Portovenere.<br />
<strong>Direttore della Gita:&nbsp; Grassellini Rosanna (338 6197020)</strong><br />
La <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">sezione</a> non assume alcuna responsabilit&agrave; per eventuali danni arrecati a cose e persone durante lo svolgimento della gita. <br />
</font></p>]]></content:encoded>
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		<title>Domenica 18 aprile 2010 Escursione nel Montefeltro &#8211; Passo Cantoniera &#8211; Rocca di S. Leo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 08:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gellus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Escursione nel Montefeltro &#8211; Passo Cantoniera &#8211; Rocca di S. Leo Domenica 18 aprile 2010 PERCORSO: Passo della Cantoniera (m. 1004), Valle Orsaia (1068), Fonte di Giorgio (1120), Testa del&#160; Monte (1406), La Celletta (1038), Soanne (670), C. Carpineto (706), S. Leo (565). L&#8217;escursione che vi propongo, nel cuore del Montefeltro, alla quale parteciperanno alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="250" height="294" align="left" src="http://www.ricercahotel.com/immagini/guide_turistiche/marche/SanLeo.jpg" alt="" />Escursione nel Montefeltro &#8211; Passo Cantoniera &#8211; Rocca di S. Leo <br />
Domenica 18 aprile 2010</p>
<p>PERCORSO: Passo della Cantoniera (m. 1004), Valle Orsaia (1068), Fonte di Giorgio (1120), Testa del&nbsp; Monte (1406), La Celletta (1038), Soanne (670), C. Carpineto (706), S. Leo (565). </p>
<p>L&#8217;escursione che vi propongo, nel cuore del Montefeltro, alla quale parteciperanno alcuni amici del Parco Naturale Sasso Simone e Simoncello, avr&agrave; inizio dal passo della Cantoniera ai confini dei comuni di Pennabilli e Carpegna, ma anche fra Romagna e Marche. <br />
La sentieristica, raramente segnalata, che si sviluppa fra prati-pascoli, boschi e praterie di montagna, &egrave; facilmente percorribile, fatta eccezione per il breve tratto (solo pi&ugrave; impegnativo) che sale alla Testa del Monte, lato Est vetta del Carpegna. <br />
Tutto il percorso si sviluppa su territori panoramici che dominano la Valmarecchia ricca di castelli, torrioni e pievi e l&#8217;impatto visivo che si ha sulla rupe di S. Leo mentre ci si avvicina &egrave; qualcosa di particolarmente suggestivo, ma anche poco pi&ugrave; in la (tempo permettendo) S. Marino e la riviera romagnola resteranno sicuramente impressi nella mente di ogni partecipante.<br />
Note storiche su S.Leo:<br />
&nbsp;Pur non essendo in grado di attestare l&#8217;anno in cui i romani giunsero in questo luogo &egrave; stato accertato che fin dal III secolo essi costruirono una fortificazione del punto pi&ugrave; elevato ma non dotarono l&#8217;abitato di cinta murarie, poich&eacute; la rupe risultava di per se inaccessibile da qualunque lato.<br />
L&#8217;antichissima citt&agrave; che fu capoluogo (dall&#8217;origine alla fine) della Contea di Montefeltro e teatro di battaglie civili e militari per circa due millenni, assunse con Berengario II il titolo di Capitale d&#8217;Italia (962-964). La citt&agrave; ospit&ograve; Dante (&ldquo;Vassi in S. Leo..&rdquo;) e S. Francesco d&#8217;Assisi, che qui ricevette in dono il Monte della Verna dal Conte Orlando di Chiusi nel Casentino (1213).<br />
S. Leo, il cui antico nome &egrave; Montefeltro, &egrave; situato su un enorme masso roccioso al quale vi si accede per un&#8217;antica strada tagliata nella roccia. Sulla punta pi&ugrave; alta dello sperone si eleva l&#8217;inespugnabile castello, rimaneggiato da Francesco di Giorgio Martini nel XV secolo, per ordine di Federico III da Montefeltro. Proprio qui fra le mura di questo antico castello, fu rinchiuso in una piccola cella chiamata &ldquo;il pozzetto&rdquo; Giuseppe Balsamo, Conte di Cagliostro e qui per voler della chiesa in quanto mago e alchimista trov&ograve; la morte il 26 agosto 1795. <br />
Il centro medioevale conserva gli edifici romanici, Pieve, Cattedrale e Torre Campanaria. L&#8217;abitato storico si estende intorno alle chiese che si affacciano sulla piazza centrale, intitolata a Dante Alighieri ed &egrave; composto dal Palazzo Mediceo (1517-23), dalla residenza dei Conti Severini-Nardini (XIII-XVI sec.), dal Palazzo della Rovere (XVI-XVII sec.), dalla Chiesa di Madonna di Loreto e abitazioni costruite fra il XIV e XIX secolo. Notevole il patrimonio architettonico conservato sul territorio comunale.</p>
<p>- La Visita al castello, facoltativa, potr&agrave; essere effettuata compatibilmente con il tempo rimasto per il rientro. Per informazioni sul costo biglietto a cranio o gruppi tel. 0541/916306. Possibile chiusura ala castello per lavori.</p>
<p>- Partenza ore 6,15 da P.zza G. Monaco, ore 6,30 da Bar Giotto, rientro ore 20 <br />
- Lunghezza percorso Km 19 tempo di percorrenza circa 7,00 ore oltre le soste.<br />
- Grado di difficolt&agrave; E. <br />
- Dislivello in salita m. 438, dislivello in discesa m. 877&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
- Quota di partecipazione Euro 16,00<br />
- Pranzo e colazione al sacco in punti da stabilire<br />
- Abbigliamento: in particolare dovranno essere indossate scarpe da trekking ed abbigliamento&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; adeguati alla giornata (mantella antipioggia ecc.)</p>
<p>- Le iscrizioni si aprono il 18 marzo 2010</p>
<p>N.B. Il Direttore di gita e la <a href="http://www.caiarezzo.it/category/sezione">Sezione</a> sono esonerati da qualsiasi responsabilit&agrave; per eventi e comportamenti derivanti da imprudenza, imperizia e negligenza durante lo svolgimento dell&#8217;escursione. </p>
<p>Direttore di gita: Isaldo Rossi, tel. 329/4278533</p>]]></content:encoded>
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