Nella sua vita ha avuto due grandi passioni, l’arte orafa e l’alpinismo.
Oggi il Cai Club Alpino Italiano sezione di Arezzo piange uno dei suoi soci più cari, il maestro Alano Maffucci, 83 anni, quasi interamente trascorsi al banco da maestro orafo artigiano della sua azienda Pepita e, come direbbero i suoi amici caini, aggrappato a un costone di roccia. Nel 1992 realizzò per il Cai di Arezzo la via Ferrata del Pratomagno. E infatti Alano è sempre stato presente nella vita del club, nonostante i suoi impegni lavorativi. Le sue creazioni hanno fatto il giro del mondo e sono state indossate da vip e capitani d’industria oltre che da tre Papi, Giovanni Paolo II, Benedetto XIV e Francesco. Cavaliere della Repubblica, ha imparato il mestiere alla UnoAErre, poi si è messo in proprio fondando la Pepita, ma ha sempre messo a totale disposizione il suo sapere creando la “Bottega scuola” per insegnare ai giovani. Presidente del Comitato Sant’Egidio (patrono degli orafi) era innamorato dell’arte etrusca e delle tradizioni orafe aretine di cui ora è indiscutibilmente uno dei pilastri. Le sue creazioni che riproducono antichi gioielli sono esposte in musei e nella collezione aretina Orodautore.
Lo ricordiamo da giovane con i suoi pantaloni alla zuava e nelle uscite alpinistiche. Lo ricordiamo quando a 76 anni ha fatto per la terza volta la ferrata della Marmolada.
“Sono sempre stato un appassionato di alpinismo, pratica che ho interrotto nel 2018 all’età di 77 anni, per ragioni anagrafiche – scriveva sulla sua pagina Facebook due anni fa – ho superato sei volte i 4000 metri. Punto più alto da me raggiunto, la Capanna Gniffetti sul Monte Rosa ( m 4.634 ). Nel 1996 ho avuto il piacere di accompagnare mia moglie nel suo unico Quattromila e, precisamente, l’Allalinhorn, 4027 m, ovviamente, saliti in massima sicurezza. Corda, piccozza e ramponi. Viva la montagna!”
Lo ricorderemo sempre. Ti ricorderemo sempre.
Un abbraccio alla famiglia Maffucci da parte di tutti i soci Cai






