Soccorso Alpino

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Norme per la richiesta di Soccorso
In caso di necessità, per allertare le squadre di Soccorso Alpino è necessario chiamare il 118.
Cercando di non perdere la calma, fornire i seguenti dati:

  • generalità di chi chiama
  • luogo e numero di telefono da dove viene effettuata la chiamata
  • generalità dell’infortunato
  • luogo, il tipo e la gravità dell’incidente

Rimanere sul posto a disposizione delle squadre di Soccorso.
Segnali convenzionali acustici per la chiamata di soccorso.

CHIAMATA PER SOCCORSO
emettere segnali acustici:
SEI VOLTE OGNI MINUTO (uno ogni 10 secondi)
UN MINUTO DI INTERVALLO, poi ripetere
RISPOSTA DI SOCCORSO

emettere richiami acustici:
TRE VOLTE OGNI MINUTO (uno ogni 20 secondi)
UN MINUTO DI INTERVALLO,poi ripetere
Segnali convenzionali visivi per la chiamata di soccorso.

In piedi con le due braccia alzate => SI abbiamo bisogno di aiuto.
In piedi con un braccio alzato alzato ed uno abbassato => NO non abbiamo bisogno di aiuto.

Come spesso accade il primo soccorso si rivela determinante per la risoluzione dell’incidente e delle possibili conseguenze. Qualche piccolo consiglio può aiutare a sapere come comportarsi ricordando sempre che se non siamo sicuri di quello che facciamo, possiamo peggiorare lo stato dell’infortunato!

PRIMO SOCCORSO IN MONTAGNA
Alcuni consigli di primo soccorso in caso di trauma dovuto a caduta

Regola N° 1
Appena arrivati sul posto valutare lo scenario ed i possibili rischi per il soccorritore. Ragionare, permette molto spesso di salvare qualche vita. Un soccorritore ferito è solo un problema in più e non è di nessuno aiuto! per la serie non cerchiamo di complicare le cose!.

Regola N° 2
Cercare di capire cosa è successo ed il numero delle persone coinvolte; nell’ipotesi di un trauma, immaginare la dinamica dell’incidente per ipotizzare così le possibili lesioni (interne o esterne) riportate dal ferito, ed eseguire queste manovre:
1) Il ferito è cosciente o no (scuoterlo se non risponde, fare domande semplici).
2) Le vie respiratorie sono libere o no.
3) Il respiro spontaneo c’è o no.
4) Il polso carotideo c’è o no.
5) Emorragie esterne si o no.
6) Aspetto generale, come si muove, come parla, di cosa si lamenta ecc.
7) Condizioni della colonna vertebrale ( può muovere gli arti? Ha sensibilità? ).
8) Gli infortunati devono essere continuamente sorvegliati.

Queste informazioni dovranno essere riportate al medico della squadra di soccorso che interverrà.
Come spostare il ferito
Generalmente cercare di spostarlo il meno possibile e solo se è indispensabile alla sua sicurezza o a quella dei soccorritori e procedere in questo modo:
1) Muovere con cautela gli arti ponendo le mani in prossimità delle articolazioni.
2) Allineare testa-collo- tronco. In questa fase è meglio essere almeno in due per evitare grossi traumi alla colonna vertebrale.
3) La posizione di sicurezza non va utilizzata se si sospettano traumi della colonna vertebrale.

Ferite superficiali
1) Pulire con acqua o disinfettante (usare anche una garza per levare terriccio o altro materiale).
2) Eseguire una medicazione compressiva con le garze.
3) Coprire con un cerotto.
4) Non medicare con pomate, antibiotici locali, garze grasse.

Ematomi subungueali
Evacuare il piccolo ematoma da sotto l’unghia è il miglior rimedio contro il dolore e spesso evita la caduta dell’unghia. Arroventando un ago si potrà forare l’unghia (per effetto del calore) senza provocare alcun dolore, si spreme così il sangue raccoltosi con immediato beneficio.

Le epistasi
La perdita di sangue dal naso (epistasi) si arresta stringendolo con pollice e indice e tenendo premuto per qualche minuto.

Primo soccorso in caso di soccorso a persona sepolta da valanga
tratto dal manuale “il rischio di valanghe” CAI-CAS
Appena arrivati sul posto valutare lo scenario ed i possibili rischi per il soccorritore. Ragionare, permette molto spesso di salvare qualche vita.
Le priorità da rispettare sono tre in ordine:
Pericolo di asfissia (soffocamento): controllo della respirazione e del polso.

  • liberare le vie respiratorie
  • procedere immediatamente alla respirazione artificiale bocca – naso
  • metter il ferito in posizione appropriata (sorveglianza)
  • procedere eventualmente al massaggio cardiaco
    Trattamento delle lesioni interne ed esterne
  • prestare attenzione alle lesioni dorsali
  • arrestare le emoragie
  • in caso di lesioni interne, pericolo di choc, adgiare il ferito in corretta posizione di attesa
  • immobilizzare gli arti fratturati
    Evitare una ipotermia generale generale, vale a dire un raffreddamento ulteriore
  • proteggere il ferito contro il freddo proveniente dal suolo (la coperta di alluminio è insufficiente)
  • riparare dal vento (se possibile lasciare il ferito in una buca scavata nella neve per liberarlo)
  • evitare un raffreddamento supplementare mediante : abiti asciutti, sacco da bivacco o sacco piuma, calore umano, berretti guanti, ecc..

    Primi soccorsi in caso di ipotermia
    L’ipotermia non deve essere confusa con i congelamenti locali, questa esige un trattamento prioritario. Dopo un seppellimento sotto la neve per più di mezz’ora si deve tener conto di una possibile ipotermia. Bisogna evitare una perdita di calore supplementare.

    Stato di coscienza evidente: movimenti attivi; avvolgere al caldo (sopratutto il tronco); bevande calde, zuccherate (niente alcool); il paziente generalmente può camminare;
    Stato di coscienza disturbata: (si sveglia ma è abulico, balbetta): liberare con cura (pericolo di morte per salvataggio intempestivo): avvogere al caldo, nessuna bevanda; controllo severo, elitrasporto;
    Stato di perdita di coscienza ma respirazione e polso percettibili: non riscaldare l’infortunato se è possibile l’evacuazione con l’elicottero; altrimenti riscaldargli il tronco con qualsiasi mezzo;
    Nè polso nè respirazione: respirazione artificiale e se possibile massaggio cardiaco; non riscaldare; elitrasporto;

    Chiamate il 118 appena possibile!

CAI AREZZO

Via Fabio Filzi 28/2
52100, Arezzo (AR)

Sede
Tel: 0575 360326
E-mail: sezione@caiarezzo.it

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